Varese

Mostra Sereni a Varese. Nato a Luino, poeta del mondo

La figlia del poeta, Giovanna Sereni

Quanti rischi ha corso, questa mattina, il grande, raffinato, dimenticato poeta Vittorio Sereni. Si apriva, infatti, a Varese, presso la Sala Veratti, una mostra a lui dedicata dal titolo “Luino e immediati dintorni. Geografie poetiche di Vittorio Sereni”. A dire la verità i Civici Musei di Varese non hanno fatto che ospitare una mostra frutto del fondo di Sereni, di proprietà del Comune di Luino, e della collaborazione tra Luino e l’Università dell’Insubria, che ha pubblicato un ricco catalogo.

Sereni attraverso una serie di fotografie, libri a lui appartenuti, filmati, grandi pannelli che hanno l’obiettivo di ripercorrere un itinerario esistenziale e poetico ricchissimo. A parte il dettaglio, piuttosto singolare, di un vernissage mattutino (sembra che alla Sala Veratti stia prendendo piede questa originale tradizione varesina), la mostra su Sereni è dedicata ad un autore che, pur luinese di nascita, ha sempre rivelato un’animo e una cultura europei, raffinatezze cosmopolite, un’apertura poetica da grande della letteratura mondiale. Niente a che vedere con certo provincialismo localistico. Nulla a che fare con i maestri cantori della Padania, tanto per intenderci.

Qualche pericolo lo ha corso, in effetti, il grande Sereni. Pericoli che emergono quando si guarda la sezione “Alla foci del Tresa”. Pericoli che sono emersi all’inaugurazione quando l’efficace Silvio Raffo ha proposto alcuni componimenti di Sereni. Tra tutte le poesie eccezionali di Sereni, è stata scelta proprio quella dedicata a Toronto, dove si dice: “E fosse pure Toronto non altro che una Varese più grande”. Un vera pugnalata, una frustata localistica calata sui presenti.

Al contrario, bellissime le immagini in bianco e nero del fotografo Carlo Meazza. Bellissime, certo non nuove, ma tuttavia capaci di ricreare il clima luinese. Anche qui: è necessario ricordare anche le numerose foto in cui Sereni è in giro per il mondo. Cina, Messico, Provenza, Egitto. Tanti viaggi, spesso in compagnia di amici scrittori, per guardarsi intorno. A volte con l’amico Dante Isella che si improvvisava fotografo.

Presente all’inaugurazione una delle figlie di Sereni, Giovanna, acuta ed ironica. “Dimenticato Sereni? Come è dimenticata tutta una poesia di cui Sereni era esponente. Del resto, non c’è da stupirsi, quando si considera De Andrè un grande poeta e quando persino certi ministri scrivono poesie”. Si può forse darle torto?

27 febbraio 2010
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