Varese

A Varese il ministro Maroni elogia il “modello italiano”

L'arrivo al convegno del ministro Maroni e del sindaco FontanaAperto, questa mattina, al Teatrino Santuccio di Varese, il convegno “Scienze forensi: potenzialità e limiti”, un’assise sponsorizzato da Comune di Varese, casa edirice Utet, Fondazione Labus-Pullè (nella foto l’arrivo al convegno del ministro Maroni e del sindaco Fontana). A coordinare la due giorni dedicata all’investigazione scientifica sui delitti, il criminologo Massimo Picozzi, direttore del Centro di ricerca sul crimine presso l’Università Cattaneo di Castellanza. Come dice Picozzi in apertura, “serie televisive come CSI producono danni incalcolabili, e per questo abbiamo preferito parlare di potenzialità e limiti dell’investigazione basata su metodi scientifici”.

Prima che prenda la parola il ministro degli Interni, Maroni, sale sul palco del Santuccio il sindaco Attilio Fontana. “Questo non sarà né il primo, né l’ultimo evento che organizzeremo. Anzi, siamo convinti che Varese debba diventare un punto di riferimento nel dibattito su prevenzione e sicurezza”. Poi aggiunge: “la nostra città si trova in una situazione particolarmente positiva sul fronte della sicurezza e anche della percezione della sicurezza”.

Naturalmente, il ministro Maroni viene presentato al pubblico di avvocati e addetti ai lavori presenti al convegno come il ministro che ha ottenuto randi risultati sul fronte della sicurezza e che con la sua opera ha portato ad una riduzione di crimini.

Prende dunque la parola il ministro Maroni, e se la prende con i media, che veicolano “una rappresentazione della realtà che quasi mai risponde alla realtà”. In Italia, per Maroni, “si stanno facendo azioni buone ed eccellenti per contrastare il crimine”. Anzi rivendica un’eccellenza deel “modello italiano”, un “grande gioco di squadra”. Risultati ci sono, e derivano, per il ministro Maroni, dal fatto “che si investe sul territorio, migliorando la dotazione delle Forze dell’ordine, realizando piani di videosorveglianza, stringendo intese con le categorie economiche”.

I fondi ci sono, continua il ministro degli Interni, e derivano dei sequestri dei beni economici della mafia. “In 18 mesi sono stati sequestrati alla mafia 7 milioni e mezzo di euro. E 1 milione e mezzo di euro della mafia è stato trovato nei forzieri delle banche”. Risorse fresche che andranno ad alimentare la lotta alla crimnionalità da parte delle Forze dell’ordine.

26 febbraio 2010
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