Varese

Alla scoperta di Africa e India. In viaggio allo Spazio Lavit

Viaggiare. Sempre e comunque. Nel mondo, in terre straniere, in quella grande, sterminata terra straniera che siamo noi stessi. Si apre a mille prispettive diverse l’iniziativa in programma domani, venerdì 26 febbraio, a partire dalle ore 18, presso il nuovo Spazio Lavit (via Uberti 42 a Varese). Un’iniziativa dal titolo “L’esperienza del viaggio: dalla fotografia alla memoria”. Un appuntamento che, secondo la filosofia di questo luogo di incontri, si propone come una provocazione e una sfida.

E’ infatti una sfida tenere dentro una conversazione due universi così distanti e così immensi come Africa ed India. Una sfida cercare di parlare di due mondi che fanno tutt’uno con la nostra fantasia e con la nostra voglia di mistero. Eppure domani sera sarà fatto questo esperimento, guidato da un esperto giornalista (nonché appassionato viaggiatore) come Claudio Del Frate.

Filo rosso dell’incontro, la presentazione di un reportage fotografico “Certe Afriche”, di Mauro Querci, giornalista del mensile di moda Flair, oltre ad ex direttore di Gulliver, e di due diari di viaggio. Uno, “India minima”, scritto da Carlo Alberto Sitta, e uno di Dino Azzalin, “Diario d’Africa”, un’opera giunta alla sua quarta edizione.  E proprio Azzalin è il deus ex machina dell’evento, proprio lui, poeta, viaggiatore, medico, volontario. Ed editore: i due diari sono stati pubblicati dalla sua Nuova editrice Magenta.

“Il viaggio è un po’ la cifra della mia vita, è la cifra della vita di ognuno di noi – spiega Azzalin -. Una condizione che io sento molto, anche in quanto poeta. Spesso penso che non si può scrivere poesia senza viaggiare per il mondo. Una dimostrazione? Il grande poeta cinese Li-Po, della dinastia Tang, che viaggiò per tutta la vita”. Una passione che rispecchia il carattere stesso dell’uomo, per il poeta-editore. “La nostra vera condizione è il  nomadismo, la non-stanzialità, siamo nati per viaggiare, per spostarci”. Ma ciò che preme sottolineare ad Azzalin, è che per affrontare il vero viaggio non occorre fare le valigie. “Il più grande viaggio è quello che compiamo dentro di noi – insiste Azzalin -, quello alla scoperta di come siamo fatti, di come affrontiamo la vita nostra e del mondo che ci circonda”.

Azzalin parlerà della sua esperienza in Africa, un’esperienza per lui radicale, inesauribile, profonda. “Come diceva lo scrittore-viaggiatore Alberto Moravia, chi va in India cerca la spiritualità, chi va in Africa cerca le proprie radici. E’ vero: la mia ricerca delle radici dura da vent’anni. E non potrei mai distaccarmi dall’Africa, un Paese magico e potente, da cui si ritorna a casa cambiati dentro”.

Dunque, appuntamento allo Spazio Lavit, dove si potrà vedere anche la mostra di immagini tratte dal bellissimo volume di Mauro Querci. Tutto il ricavato della serata è destinato alla ong bolognese Cefa e alla Onlus di Azzalin, Apa.

25 febbraio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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