Varese

Villa Mylius: luci, panchine, siepi per 200 mila euro

Il parco di Villa Mylius a Varese

Doveva essere, quando fu donato dai proprietari, la famiglia Babini Cattaneo, a Palazzo Estense, tre anni fa, un grande centro culturale polifunzionale, che ospitasse manifestazioni, mostre, biblioteche. Non erano mancati gli annunci su Villa Mylius, che il Comune di Varese prese in carico con l’obiettivo di trasformarla in uno spazio culturale aperto alla città.

Di quel progetto annunciato ed inserito in un accordo di programma, non si è più saputo nulla. In compenso, per ora, ci si limita al bellissimo giardino. La giunta comunale ha approvato infatti questa mattina il progetto preliminare per interventi di arredo e migliore accessibilità al parco di Villa Mylius, in via Fiume, in modo da garantirne la piena fruibilità.

Si prevede un investimento nei lavori per 219 mila euro, con la fornitura di arredi urbani, panchine e cordoli, per abbellire e rendere il parco più confortevole, ma anche con la realizzazione di interventi strutturali per migliorare l’accesso. E’ prevista infatti la formazione di un’area di parcheggio in zona periferica, lungo la via Veronese, in acciottolato erboso e autobloccanti. Il progetto prevede anche la posa di filari di gelsi al fine di ombreggiare e mascherare gli stalli della autovetture, e la sistemazione, nel parcheggio e lungo la via, di lampioni già utilizzati nei parchi vincolati del Comune di Varese.

Saranno posate anche siepi miste di piante autoctone come bordatura del perimetro del parcheggio. Come intervento strutturale, è anche necessaria la formazione di un piccolo bacino di raccolta dell’acqua in eccesso.

23 febbraio 2010
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Un commento a “Villa Mylius: luci, panchine, siepi per 200 mila euro

  1. Black Rabbit il 24 febbraio 2010, ore 16:16

    Bello il progetto, belle le piante, gli alberi le panchine, bello tutto. Ma di accessibilità per le persone portatrici di handica si è parlato? Al momento è totalmente inaccessibile, sia perche non vi sono parcheggi attrezzati e dedicati e sia perche i percorsi interni non sono totalmente “adatti” ai portatori di handicap. Se inaccessibile ad “uno” allora non serve a nessuno. O non siamo tutti uguali?

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