Calcio

100 volte Varese da applausi. Fischi per il sindaco

Pietro Maroso

Una serata che ha visto riempirsi la sala dell’AtaHotel (750 posti) in pochi minuti. Per “100 volte Varese”, titolo della serata e dell’ultima fatica editoriale del giornalista sportivo Vito Romaniello, sono arrivati in tanti. Molte le vecchie glorie della squadra centenaria, ma soprattutto innumerevoli i tifosi biancorossi, in grande maggioranza giovani. E’ stata l’occasione per rivedere i beniamini della squadra nata il 22 marzo 1910, giunti qui con i capelli bianchi, ma sempre emozionati. Tanti volti, tante storie, tanti ricordi. E un lungo documentario realizzato dallo stesso Romaniello che, con linguaggio immediato e una grande ricchezza di immagini e interviste, ripercorre la lunga storia del Varese Calcio.

Una serata di sport, con i politici ridotti all’osso. Per primo parla il presidente della Provincia, Dario Galli, che dice che questa “è una serata che resterà nella memoria” (la Provincia è l’ente che sponsorizza la serata). Poi sale sulla pedana anche il sindaco di Varese, Attilio Fontana, verso cui parte una raffica di fischi dal fondo della sala.

Il primo ad essere premiato è il giornalista Franco Giannantoni, autore, insieme ad Ettore Mocchetti,

Claudio Gentile insieme a Miss Centenario, Martina Tranchida

ora illustre architetto, del volume del ’66 “Cinquant’anni di calcio a Varese”. Giannantoni dice di essersi allontanato da tempo dal mondo del calcio, dopo essere stato vittima di un’aggressione allo stadio. A premiarlo il telecronista Bruno Pizzul, che ricorda gli inizi della propria carriera. “All’epoca del Cumenda (Borghi ndr.) a Varese non c’era solo il calcio, ma anche il ciclismo, il basket”.

Sono tanti gli ex campioni biancorossi presenti in sala, dal vecchio difensore Pietro Maroso a Giuseppe Marotta, oggi amministratore delegato della Samp, fino Claudio Gentile. E poi il presidente del Varese Calcio, Antonio Rosati, e l’ad della società, Enzo Montemurolo. Sale sulla pedana anche Guido Borghi, figlio del Cumenda.

Tra una premiazione e l’altra scorrono le immagini del filmato di Romaniello. Le povere origini del Varese Calcio, una squadra di ragazzi che si ritrovano a tirare qualche calcio al pallone, la società che debutta in campionato nel 1913-’14, la squadra che si trova ad affrontare in campo formazioni legate ai

Bruno Pizzul e Franco Giannantoni

quartieri della città come la Biumense (da Biumo Inferiore). Ma il vero salto si chiama Giovanni Borghi, avviene negli anni Sessanta, cambia radicalmente il gioco della squadra. Cambia la sua storia. Arrivano i giocatori professionisti e il Varese riesce ad incrociare i ferri con il Milan di Rocco battendolo. Ma la vera apoteosi avviene il 4 febbraio 1968, quando il Varese infligge alla Juve uno sconcertante 5 a 0 sul campo di Masnago. Con ben tre gol realizzati da un giovanissimo Pietro Anastasi. Tanta gloria dispersa negli anni successivi.

Ma per questa sera non conta. Questa sera contano solo i bei ricordi targati Varese Calcio. E la voglia di ripercorrere le emozionanti sfide di cent’anni di gioco.

23 febbraio 2010
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