Varese

Varese alla Bit, per l’Agenzia un bilancio positivo

Lo staff dello stand di Varese alla Bit

Chiusa a Milano la Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, è tempo di bilanci per lo stand della provincia di Varese. Questa volta la regia è stata dell’Agenzia del Turismo della provincia di Varese, e ha visto il nuovo direttore, Paola Della Chiesa, sempre presente e attenta alle domande di operatori e pubblico.

“Non possiamo lamentarci – dice il direttore -. Considerato che a chiunque si avvicinava abbiamo regalato un piccolo gadget, nelle quattro giornate di questa rassegna internazionale abbiamo parlato con cinquemila persone. Tra queste parecchi giovani e molti sportivi”. Per la Della Chiesa, lunga esperienza manageriale internazionale alle spalle, tre anni davanti per fare ripartire la macchina dell’Agenzia, c’è un’idea diffusa che si ha di Varese. “Si considera Varese una proposta turistica medio-alta. Non ci aspettiamo un turismo di massa, ma un turismo più di nicchia, che abbia come punti di forza congressi e sport”. Non a caso, testimonial allo stand di Varese in questi quattro giorni sono stati Elia Luini e Alessandro Franzetti (canottaggio), il motociclista Marco Calandra, la Cimberio.

Lo stand varesino è certamente di dimensioni più ridotte rispetto al passato. Si affaccia, come le altre province, nella piazza dello stand del Pirellone, a sua volta assai ridotto (evidentemente la crisi si sente). “E’ vero lo spazio è più ridotto –ammette il direttore -, ma siamo stati particolarmente attenti ad avere allo stand sempre personale disponibile per rispondere a domande e richieste”.

La Della Chiesa si mostra ottimista sul futuro dell’Agenzia turistica, che deve avere – sono parole sue – “una funzione di traino e coordinamento” . Sorvola sulle tensioni tra Agenzia provinciale e Iat comunale (il Comune di Varese non siede nel cda dell’Agenzia) con un “è un aspetto formale”, e punta a ribadire: “Non sono arrivata con la bacchetta magica, molto lavoro importante è stato fatto prima di me. Varese ha tutte le carte in regola per vincere la sfida. Forse, però, si tratta di valori che finora non sono stati adeguatamente valorizzati”.

22 febbraio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi