Varese

“Sabatogiallo”, ovvero i retroscena insubrici del delitto

Il magistrato e scrittore Battarino (foto Tommy Martinelli)

Un paesaggio che sembra fatto su misura. Storie di uomini e di cose che, sotto sotto, nascondono sempre qualche mistero. Indagini condotte senza enfasi, in sordina, tra una sontuosa villa sul lago, una camera ammobiliata, qualche vecchio bar, custode di una sbiadita memoria di vicende inconfessabili. Una coreografia ideale, quella del territorio insubrico, che non poteva non trovare, da queste parti, estimatori di un genere che va ovunque per la maggiore, il giallo.

Già diversi autori si sono misurati con storie avvincenti, a partire da uno scrittore ammirato e riverito come Piero Chiara. Ma nessuno, fino ad oggi, aveva mai provato a mettere a tema la variante insubrica del giallo. Ci ha pensato la rassegna “Sabatogiallo. Incontri tra libri, autori e qualche crimine”, organizzata dall’Associazione culturale “Il Vellone”, presso il Teatrino G. Santuccio di Varese, con il patrocinio del Comune di Varese. Un’iniziativa originale, che decolla ufficialmente questo pomeriggio alle 18, dopo che, sabato scorso, si è aperta con il cabaret musicale (a tinte gialle), “Delitti e canzoni”, con Fabrizio Canciani e Stefano Covri.

Oggi si inizia la circumnavigazione dei delitti affidati alla pagina scritta. E si inizia con un tris d’autori d’eccezione: Massimo Marcotullio, Carlo Oliva, Nicoletta Vallorani, che saranno presentati da Tecla Dozio. Il cartellone complessivo, che si articola in 5 incontri, è stato invece curato da Veronica Todaro, editrice in Lugano, e da Giuseppe Battarino, magistrato e, come tanti suoi colleghi, da Carofiglio a De Cataldo, anche lui scrittore di gialli.

“Non è la parola giusta: meglio parlare di romanzi di investigazone”, puntualizza Battarino. Il quale spiega il perché sono stati puntati i riflettori su questo genere. “Non c’è dubbio che si tratti di un genere che ‘tira’ in termini editoriali e di lettori. Ma il nostro obiettivo, mio e di Veronica – continua il magistrato-scrittore – è quello di far conoscere ai lettori autori italiani di qualità, che si racconteranno sul palco del Santuccio”.

Un’iniziativa che, però, potrebbe sovrapporsi a tante altre, simili nell’impostazione. Ma quella organizzata a Varese propone una cifra diversa e originale. “Sì, vogliamo sottolineare una cifra ‘insubrica’ del giallo – ribadisce Battarino -. Non è difficile, ormai, trovare autori di gialli che operano in un’area che si estende tra Varese, Como e il Canton Ticino, autori di qualità. E poi non è un caso che a curare questa rassegna sia io, che sono nato a Lugano e oggi abito a Varese, e Veronica Todaro, prestigiosa editrice ticinese”.

Ma non è finita qui. Battarino assicura che c’è dell’altro sul fronte delitti ed indagini “made in Insubria”. “Ho in mente un’altra serie di incontri dove le radici insubriche del giallo siano ancora più sottolineate”. Ma il suo “nume tutelare” resta Piero Chiara, di cui il magistrato è un vero fan.

E, dunque, questo pomeriggio, c’è “Sabatogiallo”. Quale il motivo di maggiore interesse di questo appuntamento di oggi? “Credo che partecipino ottimi autori all’incontro di oggi, Marcotullio, Oliva, la Vallorani. Ma il vero valore aggiunto – conclude Battarino – è senza dubbio la stessa Tecla Dozio, che credo sia il vero nume tutelare del giallo italiano. Dopo la chiusura della libreria milanese Sherlock Holmes, adesso si dedica con passione allo studio e alla promozione del giallo. Una vera autorità in materia”.

20 febbraio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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