Gallarate

L’intervista impossibile con Orson Welles, il genio

Battiston interpreta il mitico Orson

Orson Welles, personalità polimorfa, geniale, anomala, sempre sul confine tra i generi. Dal primo “dramma proletario” rappresentato nella storia del teatro americano all’affondo sui media con l’incommensurabile “Quarto potere”. E’ innegabile il fascino del personaggio che sarà portato in scena, al Teatro del Popolo di Gallarate, domani sera giovedì 18 febbraio, alle 21, da Giuseppe Battiston con lo spettacolo “Orson Welles’Roast”. Uno spettacolo suggestivo, che è stato preceduto, nello Spazio delle Idee del Teatro, da un incontro-conferenza con il versatile critico cinematografico Mauro Gervasini.

Lo spettacolo su Welles porta le firme di Michele De Vita Conti (che ne è anche regista) e Giuseppe Battiston, con musiche originali di Riccardo Sala, inserito anche nel circuito “Sipari Uniti”, e rende omaggio in maniera molto particolare al grande Orson Welles, evocandolo in una sorta di “elogio al contrario”, sul modello del feroce panegirico che i potenti e le celebrità, soprattutto nei paesi anglosassoni, si auto infliggono, tramite amici e colleghi, per celebrare le grandi occasioni.

Si immagina, insomma, come sarebbe incontrare anche solo per un’ora, Orson Welles: di che cosa ci parlerebbe, se dei suoi film e della sua carriera o, piuttosto, di aneddoti esilaranti. Lo si ricorda così, grande genio senza nulla da nascondere e ancora molto da offrire.

Giuseppe Battiston, con due David di Donatello, un Premio Ubu e numerose altre statuette e nomination, è ormai riconosciuto come uno dei più talentuosi interpreti italiani sul grande schermo e sul palcoscenico. Recente è il suo successo ai David di Donatello dove si è aggiudicato la statuetta come miglior attore non protagonista in “Non pensarci” di Gianni Zanasi, un premio che aveva già ricevuto nel 2000 per “Pane e tulipani” di Silvio Soldini. Tra le sue interpretazioni, anche in pellicole quali “Chiedimi se sono felice”, “La bestia nel cuore”, “La tigre e la neve”. In teatro collabora con grandi registi come Alfonso Santagata e Claudio Morganti e ha conquistato il Premio Ubu come miglior attore non protagonista in “Petito strenge” nel 1986.

17 febbraio 2010
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