Varese

A Varese il teatro della premiata ditta Fo-Rame

L'attore Mario Pirovano

E’ diventato ormai uno sport nazionale. Capita un po’ a tutti i grandi del mondo dello spettacolo. Li si prende, gli si dà una ripulita dalle insostenibili  incrostazioni politiche, si cancella il contesto in cui sono nati e cresciuti e, via, ecco che anche loro possono entrare in quella famosa notte in cui, come diceva il filosofo, tutte le vacche sono nere. Eclatante è il caso di Giorgio Gaber, spesso al centro di sospette rivisitazioni fatte in chiave di Popolo della libertà. A volte è successo anche a Dario Fo, nativo del Varesotto, che nella sua vita ha avuto pure la sfortuna di avere il Nobel per la letteratura, ultimo colpo di spugna alla sua felice condizione di giullare senza patria.

E’ dunque una preziosa occasione, quella offerta dalla prima rassegna teatrale dedicata alle opere di Dario e Franca Rame, ospitata presso il Teatrino Santuccio di via Sacco a Varese, e organizzata dal Vellone, in collaborazione con il Comune di Varese, Arci provinciale e Coop Lombardia. Il primo appuntamento, venerdì 19 febbraio, alle ore 21, è con il vero capolavoro di Fo, “Mistero buffo”, l’opera che sarà messa in scena di due allievi della coppia Fo-Rame, Mario Pirovano e Marina De Juli, interpreti che si sono formati nel laboratorio teatrale di Fo, partecipando a numerose messe in scena in questi anni. Saranno poi altri tre spettacoli quelli proposti dalla rassegna sempre con la De Juli.

E, dunque, Pirovano può aiutarci a godere di questo “Mistero buffo”, opera-monstre, da cui lo stesso Fo estraeva scene e scenette a seconda dello spettacolo e dell’occasione, recitando in uno scurrile ed osceno “grammelot”, mix di lingue e dialetti diversi, fantasticamente rivisitati. La lingua perfetta per un autore e uno spettacolo dirompenti, al loro apparire. Si trattava infatti di un comunista a teatro, e di una Comune che produceva spettacoli collettivi, in barba ad ogni regola consolidata del grigio teatro italiano.

E’ bravissimo in scena Mario Pirovano: esuberante, simpatico, mimetico quel che basta per ricordare il maestro. Presenterà al Santuccio quattro giullarate tratte dal  mistero di Fo: “La fame dello Zanni”, “La Resurrezione di Lazzaro”, “Il Primo Miracolo di Gesù Bambino” e “Bonifacio VIII”. Ma c’è da scommettere che Pirovano non farà mancare ai varesini qualche piccante incursione nell’attualità politica.

17 febbraio 2010
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