Musica

Stagione musicale, quando il diavolo ci mette la coda

Il violoncellista Mario Brunello

Resta senza dubbio, nella ricca, ma confusa (per usare un eufemismo) offerta culturale varesina, una punta di diamante. Parliamo della Stagione musicale comunale che questa sera si appresta a registrare l’ennesimo successo di pubblico: “sold out” al Salone Estense di Varese per la serata-anniversario a 200 anni dalla nascita di Chopin. Neppure più un biglietto venduto legalmente (magari qualche “bagarino” è già entrato in azione) per assistere alla performance della mezzosoprano Gabriella Sborgi, accompagnata da tre grandi: Marco Rizzi al violino, Mario Brunello al violoncello, Andrea Lucchesini al pianoforte. In ricordo del grande Luigi Ambrosoli.

Una stagione, come ogni anno, di grande successo e con scelte di alto profilo, assai apprezzata da uno zoccolo duro di varesini. Eppure, il 2010 si profila come un vero “annus horribilis”, di quelli che abitano gli incubi peggiori di ogni organizzatore, che visitano come demoni meridiani le pennichelle post-prandiali degli assessori alla cultura. In passato c’era stata qualche, peraltro rarissima, sbavatura, magari qualche scelta discutibile, ma questa volta, nell’anno da poco iniziato sembra davvero che il diavolo ci abbia messo la coda. Qualcosa da affrontare con qualche salvifico pellegrinaggio, capace di sconfiggere il dispettoso demonietto. “Si vede che dovrò scontare in una sola volta tutta la fortuna che abbiamo avuto negli ultimi 11 anni”, dice con una punta d’ironia il maestro Fabio Sartorelli, ottimo organizzatore della stagione.

Tutto è iniziato con la sconcertante defaillance del geniale Krystian Zimerman, pianista di grande fama, vincitore a soli 18 anni del Concorso Chopin di Varsavia, che avrebbe dovuto esibirsi, anche lui con un programma dedicato al compositore polacco, il 31 gennaio. E invece no: cartello sul portone di Palazzo Estense con l’ipotesi di un successivo recupero, ancora oggi allo studio, ma sempre più improbabile. Un pianista che si è esibito alla Scala in maniera trionfale, ma che in compenso ha cancellato i concerti di Varese, Savona e Ravenna per evitare lo stress eccessivo.

Ma non è finita qui. Defaillance anche di Helmuth Rilling  per la sua attesissima Messa in si minore nella suggestiva cornice della Basilica, con la Bachakademie di Stoccarda, il regalo che la stagione fa ogni anno alla città offrendo il concerto gratuito in San Vittore. In questo caso, il diavolo ha preso le sembianze della vorticosa crisi economica, che ha tagliato fondi e sponsor dell’orchestra tedesca (parliamo di una famosa marca tedesca dell’auto). E, dunque, il concerto di Varese diventava eccessivamente pesante. Ma qui, in aiuto del maestro Sartorelli è arrivato niente meno che l’olandese Ton Koopman, già presente in passato nella stagione varesina, che si esibirà il 16 maggio. “Un cambio con il quale, forse, anche la stagione ci guadagnerà”, chiosa Sartorelli.

Coup de theatre finale, le vicine elezioni regionali. La corsa al Pirellone mette il bastone tra le ruote al ritorno di Jordi Savall, che con la sua viola da gamba, e accompagnato da Rolf Lislevand alla tiorba e alla chitarra, è in programma al Salone Estense per il 28 marzo. Nessuna defaillance per stress o per mancato sponsor, ma c’è il fatto che il Salone diventa un seggio elettorale. E allora dove si svolgerà la bella conversazione-concerto “Folias & Romanescas”? Il Teatrino di via Sacco dedicato a Santuccio. O, forse, la chiesa della Motta. Sempre che le verifiche dell’acustica al Teatrino abbiano esito positivo (speriamo, con tutti i soldi spesi dal Comune per migliorare l’acustica di questa bomboniera).

Tre scherzi del destino uno di seguito all’altro, un’apoteosi di imprevisti consecutivi, i colpi assestati per dispetto da una piccola creatura del male. “Non ci ho dormito la notte – racconta Sartorelli -. Anche se un mio collega che organizza concerti mi ha detto: ben arrivato tra noi comuni mortali”. In effetti, la Stagione, come dicevamo, ha sempre avuto vita facile (se si esclude qualche assessore alla cultura in vena di scriteriati tagli), una strada liscia dove è bello correre e ricevere consensi. Da quest’anno cambia questa fama: la Stagione musicale comunale di Varese è diventa un po’ più umana. Un brindisi alla stagione.

14 febbraio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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