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Ronchi Varesini, non ha vita facile la nuova Igt

Da sinistra, Adriana Morlacchi, Franco Berrini, Francesco AlettiNon poteva esserci cornice più adeguata di Villa Panza a Varese, per il Gala dei migliori vini di Lombardia che si è svolto ieri pomeriggio. Una dimora patrizia come quella di Biumo ha accolto un selezionatissimo pubblico di invitati, sommeliers, produttori, giornalisti del settore, che hanno potuto conoscere da vicino i migliori vini lombardi. Facendo confronti tra vini bianchi, vini rossi, grappe.

All’interno della manifestazione promossa dall’Ais (Associazione italiana sommeliers) Lombardia, in collaborazione con il Pirellone e Ascovilo (Associazione consorzi del vino lombardi), si è svolta un’attesa premiazione, con l’assegnazione dei tradizionali Tastevin (dal nome della piccola ciotola per assaggi portata al collo dai sommeliers). Tastevin Oro, Argento e Bronzo che hanno premiato, rispettivamente, vini della Franciacorta, dell’Oltrepò Pavese e del Garda bresciano.

Come ha rimarcato Luca Daniel Ferrazzi, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, patron della manifestazione, “questa manifestazione ha riunito il meglio delle nostre etichette, a partire dalle zone storiche e pluripremiate della Franciacorta, del Garda, dell’Oltrepo Pavese”. E Varese? “E’ una provincia – continua l’assessore – che, con la nuova Igt (Indicazione geografica tipica) Ronchi Varesini, entra nel circuito dell’enologia regionale”.

Ma come vanno questi famosi Ronchi Varesini? Un vino che pare poco conosciuto a Varese, non tanto diffuso, e reperibile con una certa difficoltà. Franco Berrini, produttore sul Lago Maggiore, alla Cascina Piano, ad Angera (25 mila bottiglie prodotte all’anno), ammette che questi vini non percorrono una strada in discesa. “In effetti non è facile diffondere questi vini: spesso le enoteche ci guardano dall’alto in basso”. Berrini (nella foto al centro, insieme alla giornalista Adriana Morlacchi e Francesco Aletti), però, ci tiene a sottolineare il rapporto qualità prezzo, dato che spesso si accusa questa nuova Igt di essere un po’ troppo costosa. “Se importa davvero la qualità, allora si giustifica il prezzo un po’ più alto”.

Non è facile, insomma, diffondere l’eccellenza varesina sul fronte dei vini. “Le istituzioni come Regione e Provincia fanno tanto dal punto di vista dell’immagine – spiega un altro produttore dei Ronchi, Giovanni Chiodetto, azienda a  Morazzone (13 mila bottiglie all’anno) -, ma non basta”. Cosa si dovrebbe fare? “Bisogna convincere enoteche e ristoranti a spingere questo prodotto – continua Chiodetto -, magari promuovendolo insieme ad altre eccellenze varesine, dal formaggio al miele. Il problema è che ci muoviamo in ordine sparso, senza fare squadra”.

D’accordo anche l’assessore regionale Ferrazzi. “Sì, vorremmo vedere il sistema dei vini regionale conquistare sempre più spazio anche sulle carte dei nostri ristoranti”.

9 febbraio 2010
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