Varese

Per sempre Nomadi. La vecchia band trionfa a Varese

Un momento del concerto a Varese

Ha qualcosa della cerimonia laica, qualcosa di un rito iniziatico, un concerto dei Nomadi. Un legame profondo e duraturo lega questo storico gruppo folck rock italiano al pubblico dei suoi fans, che seguono il gruppo in tutto il Bel Paese, preparano doni accompagnati da letterine affettuose, partecipano intensamente alle canzoni dando il proprio meglio quando il gruppo, durante un brano, offre alla platea la possibilità di inserirsi e cantare al suo posto.

Qualcosa che si ripete ad ogni concerto dei Nomadi, e che si è ripetuto anche ieri sera al Teatro Apollonio di Varese (900 biglietti venduti). Un concerto che ha riproposto alcuni tra gli ever-green della band, oltre a pezzi nuovi, sempre intervallati dal dialogo con il pubblico e con il commento sui regali giunti sul palco.

Tutto sommato, non appare molto giustificata l’accusa fatta ai Nomadi di avere spesso appesantito alcuni arrangiamenti dei vecchi pezzi: in realtà, soprattutto per quanto riguarda le hit, ieri sera abbiamo sentito ancora, resi più essenziali, gli arrangiamenti che erano stati preparati per il famoso “live” con Francesco Guccini, da “Noi non ci saremo” fino a “Dio è morto”.

Un concerto intenso, in cui il gruppo non si è risparmiato, sul filo della nostalgia, senza incursioni nella politica, sempre sul limitare di un generico impegno sociale. Per chiudere con l’immancabile “Io vagabondo”, accolto da una marea di applausi ed emozioni.

9 febbraio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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