Gallarate

Molto “cool” e targata Modì, ecco a voi la nuova Gam

Il "Nudo coricato" firmato Modigliani

A giudicare dalle ottime premesse, c’è da scommettere che l’evento dell’anno in area varesina sarà proprio la tanto attesa inaugurazione della nuova sede della ex GAM (Galleria d’Arte Moderna di Gallarate) che, oltre a traslocare in una stabile di oltre cinquemila metri quadrati, si concede un nuovo acronimo decisamente “cool”: MAGa (Museo d’Arte di Gallarate).

L’istituzione culturale, attiva dal 1966 grazie alle opere donate attraverso il Premio Nazionale Arti visive, vede al timone la neo-nata Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella Onlus, voluta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Comune di Gallarate, e presieduta da Angelo Crespi.

Il nuovo museo si concederà una doppia cerimonia di apertura: venerdì 19 febbraio alle ore 19.30 il taglio del nastro sarà principalmente riservato ad autorità e personalità note, mentre sabato 20, alle ore 17.30, l’ingresso sarà aperto ai visitatori.

A suggellare la grandiosità dell’evento sarà la duplice inaugurazione di collezione permanente, esposta lungo quattro piani e allestita seguendo un progetto museologico dello Studio Pandakovic e Associati, e quella di una mostra temporanea, dedicata ad Amedeo Modigliani.

Una ventata di freschezza che risulterà sicuramente vincente e che, sebbene a prima vista potrebbe suonare dissonante se messa a confronto con la ricca collezione di circa 5000 opere tendenti all’arte contemporanea, si identifica quale ideale punto di partenza per la sua italianità e per la peculiare storia dell’artista, slegato dalle coevi correnti avanguardiste a lui contemporanee, seppur da queste attratto e influenzato.

Riflettori quindi accesi su “Modì”, prototipo del pittore maledetto, cagionevole di salute, incline ad una quotidianità dissoluta costellata da droghe e alcool e morto giovane, figura a cui furono dedicate diverse pellicole cinematografiche, non da ultima quella del 2004, “I colori dell’anima” a firma di Mick Davis.

Il percorso espositivo che si snoderà lungo due piani e che vedrà l’allestimento di Maurizio Sabatini, scenografo di Baaria di Giuseppe Tornatore, conterà una ventina di opere pittoriche, tutte note e pubblicate, maggiormente incentrate sul periodo parigino, a cui si affiancheranno una cinquantina di disegni e oltre 250 documenti originali.

L’opera di punta, che si è aggiudicata la copertina del catalogo di edizioni Electa è Nudo coricato con le mani unite, olio datato 1917 e proveniente dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino. La curetela della mostra è opera di un comitato scientifico presieduto da Claudio Strinati, a cui partecipano tra gli altri Beatrice Buscaroli, curatrice del catalogo, Luis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana, Sandrina Bandera, direttrice della Pinacoteca di Brera, Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione Longhi, Emma Zanella, direttrice del MAGa, Claudio Salsi, direttore dei Musei Civici di Milano, Rudy Chiappini, critico d’arte e giornalista e Renato Miracco, critico e storico dell’arte. Il coordinamento generale della mostra è affidato a Cinzia Chiari, presidente dell’Associazione L’Arte Eventi & Cultura di Roma, che ha già al suo attivo una collaborazione con lo stesso Sabatini.

A condire il tutto saranno attivati specifiche attività di laboratorio, visite guidate condotte da personale appositamente preparato e incontri nel week end. L’ingresso sarà a pagamento e il biglietto comprenderà la collezione permanente e quella temporanea.

8 febbraio 2010 Chiara Palumbo redazione@varesereport.it
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