Varese

Stranieri, per loro gli esami non finiscono mai

Il ministro Maroni e il presidente Galli

Stranieri, gli esami non finiscono mai. Lo ha dimostrato questa mattina a Villa Recalcati il ministro degli Interni, Roberto Maroni, a Varese per presentare un patto per la sicurezza dei laghi insubri. Inevitabile essere interpellato dai giornalisti sul regolamento attuativo del famoso permesso di soggiorno a punti, di cui si è parlato sulla stampa nazionale. Una misura contenuta nel Patto per la sicurezza diventato legge l’anno scorso.

Maroni questa mattina ha parlato di quello strumento chiamato “accordo di integrazione” e del regolamento attuativo della legge. “Nel corso di due anni al cittadino extracomunitario sarà richiesto di ottemperare ad una serie di doveri, e di sottoporsi ad una valutazione – ha detto il ministro -. Se gli obiettivi saranno stati raggiunti, avrà diritto al rinnovo del permesso di soggiorno”.

Inutile sottolineare quanto sia ampio e rischioso il terreno su cui si colloca una simile valutazione, e come possa anche sconfinare in un giudizio con ampie zone di discrezionalità. Di tutt’altra opinione il ministro Maroni. “L’accordo di integrazione è per noi un importante strumento di aiuto ad integrarsi, è un aiuto per gli extracomunitari e non un’inutile vessazione”. Un accordo supportato, ha chiarito Maroni, da una serie di strumenti messi a disposizione dallo Stato (dalle scuole di italiano ad altre strutture d’aiuto) e non a carico dello straniero.

La cittadinanza, dunque, come conquista, che costa fatica e senso di responsabilità. Ma anche riconoscimento del contributo che gli stranieri danno alla costruzione della nostra comunità, una sensibilità che spesso non si palesa nelle scelte politiche fatte dal partito del ministro, la Lega Nord, che punta spesso a stabilire l’equazione tra stranieri e un problema d’ordine pubblico. Non una buona partenza per l’accordo di integrazione.

5 febbraio 2010
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