Varese

Mozione taglia-costi della politica, il no è trasversale

Consiglio comunale a Varese

Al Consiglio comunale di Varese, ieri sera, intorno alla mezzanotte, è andato in onda un “déjà vu”. All’ordine del giorno una mozione, depositata dal consigliere d’opposizione Nicoletti nel lontano 2007, tanto per ricordarci la velocità con cui arrivano in aula interpellanze e mozioni. Un documento passato di moda? Una mozione vecchia e superata? Tutt’altro. Parlava dei costi della politica. Da tagliare. Scomodo argomento.

Nella mozione del leader di Movimento Libero, due le proposte principali: tagliare le indennità degli assessori del 10% e diminuire del 20% i gettoni di presenza di consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di circoscrizione. Oltre che ridurre i Cda delle società partecipate, e sforbiciare generosamente consulenze e incarichi esterni. “Tagli che porterebbero ad un risparmio tra i 40 e i 50 mila euro, i quali potrebbero essere utilizzati – dice Nicoletti in aula – a diminuire la pressione fiscale a livello comunale”.

Quando si aprono gli interventi, nessun consigliere nega che ci sia crisi e sia necessario dare un segnale forte sul fronte riduzione dei costi della politica. Ma alla fine, il dibattito si trasforma in un tiro concentrico su Nicoletti e nella (alla fine inevitabile) bocciatura della mozione.

Piccola antologia degli interventi in aula. De Wolf (Pdl): “mozione strumentale e demagogica”. Mirabelli (Pd): “Nicoletti si atteggia a moralizzatore della politica, ma in passato, quando avrebbe potuto, non ha ridotto alcunché”. Zappoli (La Sinistra): “dovremmo ridurre i gettoni nelle commissioni e rivalutare quelli in Consiglio”. Ghiringhelli (Lega Nord): “in questa amministrazione siamo risparmiosi e guidati dai criteri di un buon padre di famiglia”. Clerici (Pdl): “qui i gettoni di presenza sono molto più bassi che a Bergamo e Brescia”. Pramaggiore (Pdl): “la mozione pone una questione moralmente interessante, ma poco significativa da un punto di vita economico”. Cacioppo (Pd): “portiamo la questione in commissione e l’approfondiamo”.

Nel corso del dibattito prende anche la parola il consigliere Pd, Carlo Nicora, che con parole misurate e pacate dice che nella mozione “c’è del vero, sia pure accanto ad un certo grado di demagogicità”. “Non è trascurabile – continua il consigliere – né il risparmio che ne deriverebbe, né il segnale che si lancerebbe verso concittadini alle prese con una crisi così diffusa e pesante”. E poi ricorda Nicora, rivolgendosi all’aula, che nell’ultima seduta si era votata una riduzione del compenso dei revisori dei conti, che portava ad un risparmio molto inferiore a quello che comporta la mozione Nicoletti.

Alla fine si vota. E la mozione che puntava a tagliare i costi della politica viene respinta con 2 voti favorevoli, 7 astenuti e ben 26 contrari. Si chiude la seduta, i consiglieri escono e su di loro inizia a cadere la neve.

5 febbraio 2010
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Un commento a “Mozione taglia-costi della politica, il no è trasversale

  1. Un Lettore il 5 febbraio 2010, ore 12:01

    Carissimi lettori,

    VARESE è come ROMA, altro che repubbliche cispadane, cisalpine, o chissà che altro, qui vige la regola della pagnotta! Ognuno porta a casa ciò che può.

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