Volontariato

Follia la giustizia nel mondo? Se lo chiede il Fondo Dolci

Ilaria e Danilo Dolci

Significativo e di stringente attualità il tema del primo Premio biennale Fondo Danilo Dolci per la legalità e la nonviolenza in memoria di Piero Bariati: “E’ follia pensare che a questo mondo possa esserci giustizia?”. Un premio di 4000 euro rivolto alle ultime due classi di tutti gli Istituti di Istruzione Superiore, statali e paritari della Provincia di Varese e della Provincia di Palermo, promosso dal Fondo Danilo Dolci che, in collaborazione con la Fondazione Comunitaria del Varesotto, dal 2007 promuove la cultura controcorrente della legalità e della nonviolenza.

Quale credibilità possono avere oggi dei testimoni della ricerca senza tregua della verità quali Gandhi o Danilo Dolci che abbiano abbracciato l’“etica della responsabilità” concretizzandola nella resistenza nonviolenta all’ingiustizia? Il premio, con scadenza al 15 aprile e con premiazione al Cinema Teatro Nuovo Filmstudio 90 di viale dei Mille 39 di Varese il 23 maggio con la lettura e la proiezione degli elaborati vincitori del Premio, mira a richiamare la questione radicale del convivere sociale prospettando la nonviolenza come criterio ultimo della stessa giustizia e tende a promuovere la maieutica dolciana richiedendo la sinergia fra studenti e docenti della stessa classe per ottenere un lavoro realmente “di gruppo”.

1 febbraio 2010
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3 commenti a “Follia la giustizia nel mondo? Se lo chiede il Fondo Dolci

  1. gigi campiotti il 24 febbraio 2010, ore 15:52

    ad essenziale completamento della notizia acefala informo che tutti i dettagli del Premio (regolamento e modulistica sono sul sito http://www.fondodanilodolci.it)
    gigi campiotti

  2. alessia il 25 febbraio 2010, ore 22:27

    Segnalo questo sito curato dal saggista Gaetano G. Perlongo: “Danilo Dolci. Fare presto (e bene) perché si muore” – http://www.inventareilfuturo.com

  3. Benedetto Zenone il 10 novembre 2011, ore 23:43

    “follia la giustizia nel mondo”? Non so se è una follia, non so se è un’utopia, so che i
    grandi cambiamenti, il progresso spesso si è avuto per merito di uomini, alcuni definiti sognatori, altri folli……

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