Cultura

Cortisonici e Amici Chiara salvano il Comune. Per ora

Da sinistra: Oldrini, Fontana, Merletti, Bambi Lazzati alla conferenza stampa

Non sfugge, ai più attenti giornalisti, l’interrogativo che si pone, a mezza voce, a conferenza stampa quasi finita, Massimo Lazzaroni, uno degli organizzatori del festival “Cortisonici”: “sarà un matrimonio, un fidanzamento o un’avventura passeggera?”. Difficile immaginare cosa e dove porterà il progetto, presentato questa mattina all’ex Cinema Rivoli, di collaborazione tra Comune di Varese, “Cortisonici” e Amici di Piero Chiara, per dare vita ad un mini-cartellone di iniziative dal titolo “Cinefesta-Anteprima Cortisonici”, in programma venerdì 12 e sabato 13 marzo. Guest star dell’evento: Francesca Comencini, regista e figlia d’arte. Interessante iniziativa, anche se noi preferiamo la sorella Cristina, regista e raffinata scrittrice (ma questa è una questione di gusti personali).

Un evento che, presentato dal sindaco Attilio Fontana in persona, pare rivestire una certa importanza agli occhi di Palazzo Estense. Quali le motivazioni di questa sinergia? Le spiega il sindaco. “Il Comune ha deciso di fare un passo indietro, in nome del principio di sussidiarietà, che tanti proclamano a parole”. E dunque? “Andiamo nella direzione di abbattere barriere e steccati, e di superare una logica di orticelli, come è stato chiesto in una riunione che si è svolta nei mesi scorsi alla presenza degli esponenti delle associazioni varesine”. Ulteriore conseguenza: cancellato “Amor di libro”. Perché? E’ sempre il sindaco a parlare: “Abbiamo stimolato la crescita di realtà autonome che, con le loro iniziative, rendono opportuno un diverso investimento della mano pubblica, anche in considerazione di una riduzione delle risorse”.

La situazione appare un po’ diversa da quella descritta questa mattina. Nell’assenza di idee e proposte da parte del Comune di Varese, Palazzo Estense ha deciso di puntare su due marchi di qualità “made in Varese”: “Cortisonici” e Amici di Piero Chiara. Due realtà prestigiose che hanno seguito un loro percorso e hanno saputo stare al passo con i tempi, spesso lontane, se non addirittura registrando l’assenza del Comune in questi anni (evidente il caso del Premio Chiara). Difficile comprendere in che senso il Comune abbia stimolato la crescita di queste realtà.

Certo, non si può negare che una cosa positiva il Comune l’abbia comunicata questa mattina: cala definitivamente il sipario su “Amor di libro”, una manifestazione dalla formula logora ed antiquata, al centro di feroci critiche, nella sua ultima edizione, da parte di media e opinione pubblica. Una manifestazione che comportava, però un notevole esborso di soldi pubblici. I quali, se sono pochi (cosa verissima), sono, in compenso, spesi piuttosto male, spesso per sostenere realtà culturali di non particolare eccellenza.

Quanto alla manifestazione lanciata   questa mattina, si tratta di una “due giorni”, che prevede un seminario (il 12 marzo, all’ex Rivoli, a partire dalle 9), dal titolo “Scrivere di cinema”, alla presenza di Bruno Fornara, docente alla Scuola Holden di Baricco, e con la partecipazione del lucido Mauro Gervasini, critico cinematografico ed esperto anche su molti altri fronti culturali. Alle 18, presso la Galleria Ghiggini, incontro con Roberto Lasagna e ancora con Fornara, dal titolo “Perché scrivere di cinema?” e dedicato all’editoria cinematografica. Alla sera, ore 21, presso Filmstudio 90, film “A Casa nostra” della Comencini.

Sabato 13 marzo, alle 9, sempre all’ex Rivoli, seminario “L’arte del cortometraggio”, condotto dai “tre Moschettieri” dei Cortisonici: gli intrepidi Lazzaroni, Gianluca Gibilaro e Ale Leone. All’ex Rivoli, alle 15.15, Gervasini conduce un incontro con la Comencini, e alle 17.30 si finisce in gloria con un aperitivo, sempre all’ex Rivoli, con la collaborazione del Gruppo Alpini di Varese.

Domanda finale, prima dei titoli di coda: Cortisonici e Amici di Chiara  saranno avvantaggiati dalla sinergia con Palazzo Estense? O non rischieranno di perdere smalto e originalità? Un interrogativo che dovrebbero porsi gli interessati molto seriamente.

30 gennaio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti a “Cortisonici e Amici Chiara salvano il Comune. Per ora

  1. linda t. il 31 gennaio 2010, ore 12:28

    soffocare “Amor di libro” è un clamoroso autogoal per la cultura varesina.
    Sarebbe stata un’iniziativa da salva(guarda)re e, eventualmente, restaurare dal punto di vista economico e contenutistico.
    Si può dunque pensare che l’Amor per i libri è finito in soffitta.

  2. Valerio il 31 gennaio 2010, ore 14:07

    Mi trovo in sintonia con la lettrice anche se le ambizioni di competere con realtà ben meglio strutturate devono scontrarsi con le risorse effettivamente disponibili, sia umane che economiche. Cosi come è stato nell’ultima edizione bisognava metterci una pietra sopra.
    Invece il Premio Chiara mi sembra che abbia almeno le risorse umane e motivazionali per fare un bel lavoro.
    I tanto famigerati orticelli andrebbero salvagiardati, e non continuamente osteggiati, perche forse un giorno diventeranno rigogliosi giardini.

Rispondi