Varese

Nessuno stop a politici e parenti ad entrare nei cda

La guerra contro la partitocrazia si arena subito al Consiglio comunale di Varese. Una mozione presentata da Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero, è stata sonoramente bocciata, pochi minuti dopo la mezzanotte di ieri, da uno schieramento che comprendeva maggioranza e opposizione.

All’ordine del giorno la modifica del regolamento per la nomina dei rappresentanti di Palazzo Estense nelle società controllate dallo stesso Comune. Obiettivo della mozione presentata quello di rendere incompatibile la presenza nei cda di tutti i consiglieri comunali e circoscrizionali “e i loro famigliari fino al terzo grado di parentela”. Così come la mozione considerava incompatibili i segretari di partito e loro famigliari. Una regola draconiana che in Consiglio si è trovata al centro di un fuoco concentrico.

Ad aprire il fuoco, il parere del segretario generale Filippo Ciminelli, che ha giudicato la proposta “illegittima”. Contrario Cacioppo (Pd) a vietare l’ingresso nei cda delle controllate dei segretari di partito, mentre per Moroni (Lega Nord) si tratta di norme “che tolgono la libertà al cittadino”.

Al termine del dibattito il voto ha respinto la mozione Nicoletti. E così, segretari di partito e loro parenti, potranno continuare ad entrare nella stanza dei bottoni delle partecipate.

29 gennaio 2010
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