Economia

Con più iscritti, Cgil Varese cammina verso il congresso

I dati del tesseramento prima di tutto, ma non solo: anche immigrati e primo marzo in salsa varesina, conto alla rovescia per la cassa integrazione in deroga di 600 piccole imprese e lo spettro della grande Malpensa. Per la Cgil varesina l’appuntamento per dare i numeri dell’anno passato – tutti in crescita – si trasforma nell’occasione per rimettere sul piatto i temi caldi di questo inizio di 2010. Un anno che sta portando la corazzata varesina, forte di quasi 72mila tessere tra lavoratori attivi e pensionati, al congresso provinciale (fissato per il 2 e 3 marzo alle Ville Ponti) e che vedrà il nostro territorio protagonista anche del congresso regionale.

L’appuntamento è già fissato nel cuore pulsante della crisi, al centro congressi Malpensa Fiere: pochi chilometri dall’hub, landa di capannoni che oggi più che mai soffre la crisi. “Situazioni pesanti si registrano soprattutto nell’area di Busto e Saronno – conferma il segretario provinciale Franco Stasi – ed occorre che siano date risposte”. Risposte che, in molti, hanno cercato nel sindacato durante i mesi pesanti. “Sono cresciuti gli iscritti tra gli stranieri, che rappresentano il 4,45% del totale, tra le donne che sono il 44% e tra i frontalieri e i pensionati”: a snocciolare percentuali ci pensa il segretario organizzativo, Marinella Magnoni che sottolinea: “Con la crisi è diventato ancora più pressante il nostro compito di dare risposte ai soggetti deboli non solo nell’ambito lavorativo”.

A sollevare la maggiore preoccupazione sono i mesi che verranno e per i quali il termine della cassa integrazione in deroga in centinaia di piccole imprese artigiane rappresenta una bomba ad orologeria. “Tra marzo e fine maggio – racconta Gian Marco Martignoni della segreteria Cgil– la cassa integrazione in deroga arriverà alla fine per circa 600 piccole imprese del territorio ed il rischio in molti casi è la chiusura. Intanto continuano a fioccare nuove domande da parte di altre imprese: siamo già oltre quota mille”.

“Nel nostro congresso – fa eco Stasi – apriremo alcune finestre su temi che riteniamo fondamentali come quello degli immigrati, dei precari e di Malpensa, dove si corre il rischio della dimenticanza”. E proprio sulla questione immigrati la Cgil ribadisce il suo sostegno alla giornata del primo marzo, ma anche il suo non deciso alla scelta di proclamare uno sciopero dei soli lavoratori stranieri. “Per quel giorno – dice Stasi – stiamo pensando a una ricetta diversa. Una giornata di sciopero dei consumi e di coinvolgimento degli stranieri in lavori socialmente utili e in azioni di solidarietà”. Lo sciopero, quello generale, porterà in piazza i lavoratori il 12 marzo a metterà sugli striscioni tutti insieme occupazione, fisco e migranti.

29 gennaio 2010 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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