Varese

Pd: sentenza non vincolante, Fontana non la applichi

Sulla questione delle multe ai disabili e sulla marcia indietro del Comune di Varese, le opposizioni vanno all’attacco. “Prendiamo atto, con soddisfazione, che, anche grazie all’energico intervento del Pd che ha presentato un’interrogazione in merito, il sindaco Fontana ha saggiamente deciso di cancellare le multe comminate ai disabili nei giorni scorsi – dichiara Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale del Pd -. Non era stata pubblicizzata sufficientemente  la sentenza della Corte di Cassazione 21271 del 5 ottobre 2009 che, di fatto, ha rivoluzionato le modalità di parcheggio per chi è provvisto del talloncino di certificazione per disabili”.

Il Pd auspica “controlli efficaci su coloro che sono abituati ad abusare pass o stalli per i disabili e controlli puntuali per verificare che, nella nostra città, sia rispettato l’obbligo stabilito dalla legge di prevedere almeno uno stallo riservato e gratuito per disabili ogni 50 per i normodotati”.

Ma Mirabelli solleva il vero problema: “Invitiamo il sindaco a riflettere bene prima di rendere obbligatoria da febbraio, anche a Varese, una sentenza della Corte di Cassazione che non è vincolante per gli enti locali. Dato, infatti, che ai disabili basterebbe pagare la tariffa più bassa del parcometro per sostare tutto il tempo che vogliono, sarebbe inutilmente vessatorio costringerli a gravi disagi a fronte di un aumento molto modesto degli incassi dei parcometri”.

26 gennaio 2010
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Un commento a “Pd: sentenza non vincolante, Fontana non la applichi

  1. Valerio il 27 gennaio 2010, ore 20:50

    Sono feliche che si sia presa un decisione saggia, e non si sia proceduto ad una inutile penalizzazione di chi, non per scelta, si trova in una condizione di difficoltà.
    Trovo infece assolutamente folle il far pagare una persona disabile per un posto auto, la disabilità va tutelata, sostenuta, e chi è portatore di handicap dovrebbe essere aiutato, invece che vessato.
    Più controlli si per smascherare i falsi invalidi, ma che non diventi una caccia alle streghe!
    Semmai più rigore nella concessione del famigerato tagliando “giallo”, perche lo scandalo è proprio li, persone con le quali prendi il caffè ogni giorno, ci vai in treno, e magari le incontri ad una partita di tennis, poi le ritrovi con il tagliando disabili. Perche? perche il concetto di disabilità si è talmente esteso che ora basta anche un braccio ingessato per accedere alla “categoria”.
    Putroppo la disabilità è una cosa seria, lo sa chi ogni giorno se ne occupa come volontario, e sarebbe bene fare dei distinguo.
    Prendiamo esempio da alcuni paesi europei che, giustamente, differenziano chi pur non volendo si trova adover soffrire un handicap, da chi momentaneamente o solo per ragioni di età ( non mi aspetto che un’80enne salti come un grillo ) si trova in una condizione di difficoltà.

    Non spegnete mai i vostri riflettori su questi temi.

    Buon lavoro

    Valerio

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