Ambiente

Legambiente, a Varese aria da un mese fuori legge

Una panoramica del lago

Legambiente Varese lancia un Sos. La situazione è nota: da giorni a Varese i limiti di concentrazione di PM10, stabiliti per legge in 50 microgrammi per metro cubo, sono ampiamente superati. Una situazione gravissima, che richiede attenzione e soluzioni tempestive. Se a Varese è andata un po’ meglio rispetto ad altre città lombarde, non è andata bene per la nostra salute. Il limite giornaliero stabilito per legge per il PM10 è di 50mg/m cubo, la centralina di via Copelli ha registrato il superamento per ben 46 volte: un mese e mezzo fuorilegge, in pratica.

Secondo Legambiente, dunque, il problema è strutturale, e quindi servono risposte strutturali. “Abbiamo davanti a noi tre possibilità: continuare a fare finta di niente, anzi farci l’abitudine – dichiara Dino De Simone, presidente di Legambiente Varese -, rassegnandoci all’idea che l’inquinamento dell’aria sia un effetto collaterale del progresso e della modernità; oppure continuare a rincorrere l’emergenza, con sporadici blocchi di circolazione delle auto.” “Oppure ancora – continua De Simone – possiamo finalmente considerare la questione come prioritaria, cercando risposte di sistema”.

Per questo, l’associazione ambientalista propone un tavolo dove si riuniscano il Comune di Varese e i Comuni limitrofi, come già annunciato dall’assessore Federiconi, ma anche la Provincia e l’Arpa. Lo scopo deve essere quello di dare vita ad un “Piano Aria” che affronti l’emergenza e che programmi azioni nel medio e lungo periodo per risanare la qualità dell’aria.

Secondo Legambiente Varese le risposte partono necessariamente dalla riduzione sistematica del traffico automobilistico, dal potenziamento del trasporto pubblico e sostituzione i mezzi pubblici con quelli a basso impatto ambientale, al favorire fortemente la mobilità ciclabile e investire sul mobility manager per gli enti pubblici e le aziende. “I dati di questi giorni sull’inquinamento – conclude il presidente di Legambiente Varese – interrogano il nostro modello di sviluppo sempre incentrato su strade e autostrade.”

26 gennaio 2010
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