Musica

Un’Aida in technicolor strappa gli applausi all’Apollonio

Un momento dell'Aida di Verdi

Sono tre anni che il Teatro di Varese ospita le produzioni del Teatro dell’Opera di Milano, e ad ogni replica il successo è garantito. Anche per questa Aida di Giuseppe Verdi è andata così, con 800 biglietti venduti.

Un’Aida in technicolor, quella vista all’Apollonio di Varese, e con un’orchestra di dimensioni ridotte (18 elementi). Tra pubblico e palco, su cui si muovono cantanti, coro e comparse, c’è una sorta di schermo trasparente su cui vengono proiettate delle immagini relative a luoghi e atmosfere. Una soluzione scenica che certamente rende l’opera più movimentata e colorata, ma che rischia anche, quando la proiezione diventa eccessiva, di confondere gli spettatori.

Questa tecnica è resa possibile, come ci spiega il regista Mario Migliara, “da un materiale che è il tulle di proiezione, che illuminato a dovere consente di vedere i cantanti e di assistere ad una proiezione di immagini”.

Tante immagini impresse sulla vicenda raccontata da Verdi, e andata in scena, per la prima volta, al Cairo nel 1871, sono un mezzo per rendere più accessibile l’opera. Continua il regista: “Vogliamo portare l’opera dappertutto, nei teatri, senza sottostare a certe diffidenze pseudo-culturali. Vogliamo avvicinare un pubblico eterogeneo al melodramma italiano”. Una formula che, visto il successo, funziona.

E tanto per procedere in questa direzione, una novità: l’1, il 2 e il 3 febbraio, dalle ore 10 alle ore 19, presso il Teatrino Santuccio di Varese, sarà possibile assistere gratuitamente alle prove dell’opera “Il barbiere di Siviglia”, che il Teatro dell’Opera di Milano porterà in scena all’Apollonio domenica 28 febbraio. Un’opportunità per spiare qualche segreto dell’allestimento di un’opera.

24 gennaio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi