Arte

Recalcati alla Veratti, la coda del vecchio programma

Da sinistra, Abadal, Tomassini, Fontana, Redaelli

Inaugurata alla Sala Veratti di Varese “L’impronta nella materia”, mostra dedicata alle opere di Antonio Recalcati, a cura di Daniele Astrologo Abadal, direttore del Museo Bodini di Gemonio. Si tratta di una mostra itinerante (è già stata a Gemonio, e dopo la chiusura varesina, il 10 febbraio, andrà a Besozzo), che tra i promotori vede il Comune di Varese e il Museo Bodini.

Nello spazio della sala dei Civici Musei affrescata dal Magatti, sono esposti i famosi vasi-scultura dell’artista milanese, capaci di assumere le forme più singolari e trattenere i riflessi di un caleidoscopio di colori. Affiancano i vasi anche alcune tele dell’artista, che confermano l’originalità della ricerca estetica di Recalcati.

Doveva essere il primo banco di prova della nuova gestione della Veratti, che il Comune ha affidato all’associazione culturale Varesevive. In realtà non è così: come confermato dal presidente, Giuseppe Redaelli, gli eventi attuali sono ancora relativi alla programmazione precedente (curata dal presidente della Commissione Cultura del Comune, Franco Prevosti). E, dunque, i nuovi progetti si potranno vedere solo nella seconda parte della stagione.

Resta comunque la scelta, ribadita dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, di utilizzare la Sala Veratti come una sorta di “avamposto” delle mostre che si svolgeranno in altre sedi dei Civici Musei, come il Castello di Masnago. “Una sorta di assaggio – dice Fontana – che rimandi altrove per visitare la mostra nella sua forma più ampia”.  Si sperimenterà una doppia vetrina per attirare un pubblico più ampio. Un modo, se non altro, per smuovere le acque di spazi espositivi comunali che da tempo meritavano una diversa valorizzazione.

23 gennaio 2010
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