Economia

La Green Economy può salvare l’industria varesina

C’erano una volta le fabbriche. Al loro posto ora restano soltanto aree dismesse, che spesso non vengono riutilizzate se non per offrire spazi alle  speculazioni edilizie e a nuovi centri commerciali. In realtà si tratta di un patrimonio importante, se è vero che nel solo Comune di Varese le aree dismesse che non hanno trovato finora alcuno utilizzo sono pari a 400.000 metri quadrati.

Ora l’associazione Varese Europea, presieduta dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, nel convegno “Ambiente e sviluppo del territorio” in programma lunedì 25 gennaio, alle ore 15, presso il Salone Estense a Varese, vuole tirare fuori l’asso dalla manica: la Green Economy. Come spiega Arturo Bortoluzzi, direttore dell’associazione, “il territorio, e in particolare i sindaci, vogliono contare nelle decisioni che si prenderanno, puntando sulla possibilità di uno sviluppo non basato sull’investimento immobiliare, ma sullo sviluppo di nuove imprese”.

Un obiettivo ambizioso che Varese Europea vuole che sia condiviso dai 70 Comuni dell’area varesina. Una grande riconversione produttiva delle aree industriali dimesse. “Il manifatturiero ha subito una regressione, le grandi aziende non esistono più – rimarca Mario Banfi, aclista, presidente del gruppo “Ambiente e sviluppo del territorio” dell’associazione -. Ci deve essere un deciso cambio di marcia e la Green Economy può essere la soluzione giusta”. Una soluzione che può contare sul sostegno e la collaborazione di università e centri di ricerca del territorio.

E’ il momento della Green Economy in tutta Europa. Si va dalla realizzazione di pannelli solari al rilancio dell’energia eolica, dalle batterie per auto elettriche a tutto ciò che ruota attorno al recupero dei rifiuti. “Un’attività produttiva nuova – chiosa Banfi – che, secondo le stime del Pirellone, porterà nei prossimi anni alla creazione 700.000 nuovi posti di lavoro”.

22 gennaio 2010
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