Cinema

Cronaca di un assedio. La pellicola di Arce su Gaza

Una sequenza del documentario di Arce

Non mancano pellicole dedicate a Gaza e all’assedio delle truppe israeliane. Una situazione off-limits per stampa e media, ma che è giunta alla conoscenza dell’opinione pubblica grazie all’occhio della cinepresa e a coraggiosi cineasti, che a sprezzo del pericolo sono riusciti a girare documentari in quell’enclave in cui domina dolore e rabbia.

E’ il caso della pellicola “To shoot an elephant. Uccidere un elefante”, di Alberto Arce e  Mohammad Rujailah, prodotta in Spagna nel 2009, vincitore al Festival dei Popoli di Firenze 2009, e presentata ieri sera in anteprima nazionale alla Sala Urano del Miv nell’ambito di “Documentarincorso”, rassegna-ponte verso “La Settimana del Documentario” che si svolgerà in autunno, in collaborazione con il Comitato per la Palestina di Varese. Una pellicola dura, che documenta l’attacco di Israele dal punto di vista di Gaza e dei suoi abitanti, dei medici e degli infermieri che prestano servizio sulle ambulanze, dei rari giornalisti che svolgono il loro lavoro essendo riusciti a raggiungere in maniera roccambolesca la linea del fronte.

Immagini di violenza e di morte, di una popolazione che cammina rasente ai muri per paura dei cecchini, di bambini disperati soccorsi negli ospedali dove manca addirittura lo stretto necessario, di donne che chiedono soltanto di potere morire in pace, di funerali e di bombardamenti con bombe al fosforo. Meno nota della contemporanea “Piombo fuso” di Stefano Savona, presentato al Festival del cinema di Locarno, la pellicola di Arce trasmette il senso di pericolo e la paura di finire la propria vita per una pallottola sparata all’improvviso o sotto le bombe lanciate dagli aerei israeliani.

Al termine del film, Vittorio Arrigoni, volontario a Gaza durante l’operazione “Piombo Fuso”, ha dato vita ad un dibattito con il pubblico, guidato dal critico Maurizio Fantoni Minnella. “I veri protagonisti dell’assedio di Gaza sono coloro che prestano servizio sulle ambulanze e i cronisti che sono riusciti a superare il blocco che impedisce l’ingresso a Gaza”, ha detto Arrigoni. Protagonisti di una resistenza senza armi, capaci di dare sostegno ad una popolazione civile giunta allo stremo. Il volontario ha sostenuto l’importanza di un’azione di boicottaggio anti-Israele, partendo dal non acquistare i suoi prodotti.

Il film è protetto da licenza Creative Common il che significa che lo si può vedere liberamente e proiettare purché senza scopo di lucro (http://toshootanelephant.com/).


22 gennaio 2010
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