Chiesa

S. Francesco di Sales, i valori della comunicazione

Un “supplemento d’anima” nella comunicazione di ogni giorno. Un’informazione che “si fa carico, si prende cura, prende a cuore l’umanità in qualsiasi frangente”. E’ questo l’identikit del giornalista tracciato dal vicario episcopale di Varese, monsignor Luigi Stucchi, nel corso della messa celebrata, questa mattina, in occasione del patrono San Francesco Salesio, la cui festività cade domenica prossima.

Nella chiesetta dei Salesiani, la messa, alla presenza di una folta rappresentanza di giornalisti e operatori della comunicazione, è stata concelebrata da tre sacerdoti-giornalisti: il  vicario monsignor Stucchi, già direttore del settimanale diocesano lecchese “Il Resegone”, il prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini, già direttore del settimanale diocesano varesino e altomilanese “Luce”, il superiore dei Salesiani di Varese, don Giovanni Battista Bosco, anche lui giornalista. Un’occasione, la celebrazione di questa mattina, per riflettere sul ruolo dei media e sui valori messi in gioco nella professione giornalistica.

Alcuni interrogativi sono stati posti da monsignor Stucchi nel corso dell’omelia. Quale la legge della comunicazione oggi? Cosa deve essere messo in evidenza?  “Spesso accade – ha detto il vicario episcopale – che ciò che esiste di più drammatico, più doloroso, più umano, sia messo in secondo piano. Ma esiste una legge della comunicazione più profonda”. E poi monsignor Stucchi ha parlato del cardinale Danielou, grande teologo conciliare, riscoperto pienamente e valorizzato solo dopo 36 anni da quando fu oggetto di aspre critiche e polemiche. Come dire che spesso ci vuole tempo perché l’informazione comprenda i propri errori.

Esistono, dunque, leggi e meccanismi della comunicazione, ma ciò che conta davvero sono quelle “disposizioni interiori che ci regolano in profondità liberandoci dall’ansia e dall’affanno che si porta dietro questa professione”, ha concluso il vicario episcopale di Varese. Un nocciolo profondo che può essere salvaguardato e rafforzato dalla luce della fede, “un raggio di luce che ci fa cogliere in modo più umano ciò che accade”.

21 gennaio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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