Varese

“Piscinina e cativa”. La nuova leva dei media cattolici

L'ultima redazione del settimanale Luce

Morto un “Luce”, se ne fa un altro? Le cose non sono così semplici. Tante e tali le cause della morte del settimanale cattolico, che nessuno ha mai tentato un’analisi lucida e puntuale. Non chi l’ha ucciso (ovvero Milano), ma neppure a livello di Chiesa locale. Un lutto doloroso, che forse richiederà qualche anno per essere elaborato. Senza dimenticare che una “svista” sconcertante ha cancellato tutti i numeri del settimanale “Luce” che erano stati messi in Rete dal sito del giornale. Ormai resta un giornale da topi di biblioteca e da collezionisti privati. E con dietro una bella scia di licenziamenti e di famiglie in difficoltà.

Ma nel frattempo, e nonostante tutto, piccoli fili d’erba crescono nel mondo dell’informazione locale varesina. Prima Rmf online, settimanale on line diretto da Alma Pizzi, spazio di dibattito ed opinione (che ora tenta la difficile via del cartaceo, auguri) nato da quella bella realtà che è Radio Missione Francescana di padre Gianni Terruzzi. Poi siamo nati noi di Varesereport.it, nove mesi fa, con l’ambizione (o la sfida?) di guardare al mondo con una cultura, aperta e nuova, ispirata alla fede.

E davvero ci piace l’espressione usata da P.V. (Pierfausto Vedani) su Varesenews, quando parla di una “cattostampa ‘piscinina e cativa’, cioè veramente libera e che regge alta la bandiera nell’attesa che a Varese uomini di buona volontà riscoprano la storica importanza dell’informazione cattolica”.

Bene, speriamo che i tanti fili di erba che crescono nel Varesotto possano, un giorno, diventare una bella foresta, dove si sia capaci di leggere il territorio, ma soprattutto di non fare sconti a nessuno. Sempre dalla parte di chi non ha voce e fatica ad arrivare alla fine del mese.

21 gennaio 2010
© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 commenti a ““Piscinina e cativa”. La nuova leva dei media cattolici

  1. ombretta diaferia il 22 gennaio 2010, ore 12:09

    abbiamo bisogno di compensazioni intellettuali, visto che quelle ambientali servono solo a fare grande promozione politica inuna città con il più alto scempio ambientale esistente.

    e continueremo a coltivare questo prato che varesereport cura giorno dopo giorno. non come un orticello del cui frutto nutrirsi, ma come “verde pubblico”, polmone necessario per la vita degli esseri umani e non umani.

    siete ancora gli unici che perseguono l’informazione contro le selve di propaganda.

    continueremo a godere di questi fili d’erba, senza volerne strappare alcuno.
    e se fosse pure “cattostampa ‘piscinina e cativa’”, ben venga l’erba cattiva, difficile da estirpare, ma l’unica che lancia segnali di come il terreno è mantenuto.

    sempre accanto a voi.
    quotidianamente e non solo virtualmente.
    od

  2. Filippo il 22 gennaio 2010, ore 16:47

    Da responsabile (e fautore) di un sito internet parrocchiale – in cui la difficoltà sostanzialmente è quella di cercare di far passare tra sacerdoti e non solo il concetto e l’idea della comunicazione online – trovo molto strano questo passaggio all’inverso.

    Già in Curia quando vengono promossi incontri rivolti a tutta la diocesi riguardo alla digitalizzazione e ai nuovi media la sala è capitato più volte fosse stracolma di gente. Segno che c’è parecchio interessamento nell’aria, volontà di fare ma forse poche capacità.

    Ben vengano quindi iniziative come Rmfonline e Varesereport, ma attenzione a non regredire su una strada che si è già dimostrata essere senza vie di uscite. Il passato dovrebbe insegnare (vedi Luce), mentre il futuro indica un’altra direzione (diversa dal cartaceo).

Rispondi