Varese

Travaglio a teatro. Si mobilita il popolo di Grillo e Di Pietro

Il giornalista Marco Travaglio a Varese con il suo spettacolo

Non è la prima volta che il giornalista Marco Travaglio crea problemi. Li crea a Berlusconi, li crea a Dell’Utri, li crea a D’Alema, ma li crea anche a Varese. Certamente uno dei clou della stagione del Teatro di Varese 2010 è il suo spettacolo “Promemoria”. L’aveva già portato all’Apollonio nella scorsa stagione, arrivando al sold out, e lo riporta in questa, venerdì 22 gennaio, alle ore 21 (molti i biglietti venduti, ma non esauriti). Grande l’aspettativa per la sua requisitoria, puntigliosa ed informata, che scava tra fatti e personaggi della Prima e della Seconda Repubblica. Dalla piazza televisiva di Santoro, insomma, alla vera piazza dove sorge il Teatro Apollonio di Varese.

Ma non mancano i motivi che riscaldano la vigilia dello spettacolo del giornalista allevato da Montanelli. Sono infatti giunte al Teatro di Varese due richieste di raccogliere firme per la presentazione delle liste alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Prima il Meetup di Beppe Grillo targato Varese, e subito dopo il partito di Di Pietro L’Italia dei Valori hanno chiesto alla direzione del palcoscenico varesino di allestire banchetti e intercettare gli spettatori la sera dello spettacolo di Travaglio. Forse perché si considera il pubblico di Travaglio come politicamente orientato. Una cosa che resta tutta da dimostrare.

Non sarebbe la prima volta. In molti dei teatri dove Travaglio ha portato lo spettacolo i gruppi legati a Grillo e l’Idv sono stati presenti. Ma a Varese la direzione del Teatro la pensa diversamente. “Non dimentichiamoci che questo è uno spettacolo e che ci troviamo in un teatro – sottolinea Filippo De Sanctis, direttore del Teatro di Varese -. Non mi pare dunque opportuno che si prenda un’iniziativa politica in questa cornice”. E dunque? Se arriveranno grillini e dipietristi chiamerete le Forze dell’ordine? “No, no davvero – continua De Sanctis -. Ci teniamo a chiarire la nostra posizione: dentro il teatro non lo consentiamo. Niente da dire se faranno banchetti e raccoglieranno firme fuori dal teatro”.

20 gennaio 2010
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