Varese

Torna il “vescovo di Kabul”. Lega sul piede di guerra?

L'arcivescovo Tettamanzi a Varese

Non fu esattamente cordiale l’accoglienza accordata dalla Lega Nord di Varese al cardinale Dionigi Tettamanzi esattamente un anno fa. Chi c’era lo ricorda bene, il “presidio in difesa dei valori e della tradizione cristiana” organizzato fuori dal De Filippi nel gennaio 2009, in occasione dell’incontro del presule con gli amministratori locali: slogan aggressivi e striscioni con “Tettamanzi vescovo di Kabul” e “Varese ambrosiana, mai musulmana”. Non c’era da stupirsi, considerando che il cardinale Tettamanzi era (ed è tuttora) un’autorità morale da cui provengono parole pacate ed equilibrate sul tema stranieri e immigrazione, non così frequenti oggi.

Ora, a poche ore dallo stesso evento, che avverrà nello stesso luogo (cioè il 21 gennaio alle 21, presso il De Filippi a Varese), la domanda si ripropone: Tettamanzi sarà contestato dai lumbard? Una domanda rafforzata anche dalla vera e propria aggressione mediatica che al vescovo-“imam”, come diceva “La Padania”, è stata portata dal Carroccio negli ultimi mesi?

Lo abbiamo chiesto a Fabio Binelli, che un anno fa era segretario cittadino della Lega di Varese e che comunque è una delle teste pensanti del Carroccio. “No, io non parteciperò all’incontro con il cardinale Tettamanzi, per ragioni politiche ed ecclesiali”, dice Binelli. “In particolare non condivido il fatto che per dialogare con chi professa altre religioni, si debba nascondere la propria fede”. In che senso? “Nel senso che la Chiesa milanese mi pare molto incerta e remissiva quando si tratta di confrontarsi con esponenti di altre fedi. Una cosa che non accade, ad esempio, in chi è fedele dell’Islam, che anzi è assolutamente orgoglioso di proclamare i propri valori. E certamente lo fa a voce alta”.

Un dissenso profondo, quello della Lega, che porterà ad una contestazione organizzata da parte del vostro partito, magari con gli stessi epiteti del 2009? “Mah, certi eccessi, che magari ci possono essere stati l’anno scorso, mi sembrano secondari, venivano da ragazzi. Ma quest’anno non ci saranno presidi anti-cardinale, almeno per quanto ne sappia io”. E nessun leghista parteciperà all’incontro? “A casa nostra ognuno pensa con la propria testa, e dunque non escludo che qualcuno possa andare. Una scelta personale che non condivido”.

19 gennaio 2010
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Un commento a “Torna il “vescovo di Kabul”. Lega sul piede di guerra?

  1. Massimo Tafi il 19 gennaio 2010, ore 17:33

    Lungi dal tranquillizzarmi, la notizia che (forse) la Lega non organizzerà gazzarre disgustose contro una persona per bene come il cardinal Tettamanzi, mi auguro che siano gli “altr”i varesini – e non solo i cattolici – a tributare al cardinale una calorosa accoglienza per le sue posizioni democratiche e antirazziste.
    Peccato che abbia già un incarico di alto rilievo, altrimenti mi sarebbe piaciuto vederlo candidato del centrosinistra in lombardia, è ben piàù radicale e coraggioso di Penati!

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