Varese

E’ una giovane studiosa a rompere il silenzio su Morselli

Linda Terziroli e Silvio Raffo

Tocca ad una giovane studiosa il difficile compito di squarciare il velo di silenzio che da sempre copre, a Varese, lo scrittore Guido Morselli e la sua opera. Un autore appartato e silenzioso, assolutamente estraneo allo star-system della cultura del Bel Paese, ma anche un varesino eccentrico in una Varese che non ha mai apprezzato chi esce dai canoni. E, per giunta, un varesino morto suicida.

Nel solco degli importanti studi e delle pubblicazioni di Valentina Fortichiari, a riscoprire le polverose carte che da tempo giacevano in Comune, è ora la giovane studiosa Linda Terziroli, 27 anni, ex studentessa del Cairoli, laureata alla Statale di Milano con una tesi su amore e morte in Morselli. Ma soprattutto, insieme a Silvio Raffo, poeta e scrittore, una delle “menti” del Premio Morselli, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. La Terziroli è curatrice di “Lettere ritrovate” di Guido Morselli, pubblicato dalla Nuova Editrice Magenta, su cui si discuterà domani sera 20 gennaio, alle ore 21, presso il circolo “La Piccola Fenice” a Masnago.

Un volume, queste “Lettere ritrovate”, che è nato da una felice coincidenza (ma può nascere qualcosa se non grazie a quest’ultima?): una passione per Morselli da parte di Linda, un humus favorevole dopo la nascita del premio, un editore (il nemiano Dino Azzalin) che a Morselli è molto legato, essendo questo il terzo volume che ha pubblicato, lui editore, dello scrittore nemico degli editori. Uno scrittore, Morselli, che qualche autore viennese dell’altro secolo avrebbe considerato un vero “uomo postumo”, proprio fratello astrale.

“Il lavoro che ho svolto in questi anni – e di cui questo volume è il primo frutto – è stata una vera e propria caccia al tesoro”, racconta Linda. “Mi sono sempre più spesso domandata, con l’approfondirsi della ricerca e con l’irrobustirsi della mia passione, perchè a Varese si parlasse così poco, anzi, non si parlasse affatto, di Morselli. Della sua opera, della sua vita, del suo amore per la sua città d’elezione”. Una domanda importante, che – secondo la Terzaroli – “dovrebbero porsi molti intellettuali varesini più maturi e più importanti di me, senza dubbio più autorevoli”. Quale la risposta? “Per me la risposta è semplice: dannazione della memoria. Una condanna silenziosa e apparentemente innocua, ma letale. Per la cultura, per la città”.

Ma come superare la condanna di cui parla la giovane studiosa varesina? “Il cammino che, assieme al comitato, grazie ai nipoti Loredana e Gianluca Visconti e, in particolare, al mio professore Silvio Raffo, ci sta conducendo a scoprire carte inedite e lettere dimenticate – continua Linda – si sta rivelando generoso di sorprese e di soddisfazioni. Sono le gioie di ritrovarsi non solo di fronte ad un epistolario reso ad un pubblico curioso che ama questo autore ma è l’impareggiabile privilegio di guardare il lavoro in corso d’opera di grandi scrittori”.

Una serata, quella alla “Piccola Fenice”, per guardare dentro al laboratorio del grande scrittore incompreso dai suoi contemporanei (e non solo). “Sono lettere molto belle nei contenuti, e non mancano vere e proprie chicche come la lettera del filosofo Benedetto Croce – spiega Silvio Raffo, creatore del circolo di Masnago -. E poi non possiamo dimenticare le accuratissime note di Linda. Sì, la serata dedicata a Morselli vuole anche essere un omaggio da parte della “Piccola Fenice” allo scrittore, al quale a Varese siamo tutti debitori”.

19 gennaio 2010 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi