Varese

“Ul nost mangià” e “ul mangià di alter”. Le ricette di Colombo

A sinistra Piero Colombo

Prodotti e piatti locali, ma senza perdere mai di vista ciò che si cucina e si mangia oltre confine. E’ questa, in sostanza, la ricetta della trilogia dei volumi di Piero Colombo, presidente onorario di Federalberghi, componente del Consiglio e della Giunta della Camera di commercio in rappresentanza del turismo. Colombo ha presentato all’Oratorio di San Vittore, e nell’ambito della Festa di Sant’Antonio Abate, i volumi “Ul mangià di nost vécc”, “Ul mangià di alter” e “Ul nost mangià” (tutti pubblicati da Macchione).

Dei veri vademecum di buona cucina, dove la cucina di casa nostra si affianca a quella “di alter”, indagata con curiosità e sempre alla ricerca dei rapporti tra luoghi e ricette. L’ultima opera di Colombo, “Ul nost mangià” dà ampio spazio a ricette molto semplici, ma che rischiano di essere dimenticate.  Oltre al riferimento della cucina ai santi (quindi ricette per il tempo di festa), il libro riscopre i cibi semplici, come pane, patate, riso, zucca, pomodoro, mela, asparagio.

Un modo di fare cucina che sta sempre più scomparendo per la fretta e per una certa globalizzazione. Per fortuna ci sono i libri di Colombo che hanno fermato nella memoria ricette e piatti che meritano di essere riproposti.

17 gennaio 2010
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