Teatro

Trionfa a Varese il Govi di Cavallari (Fichi d’India)

Max Cavallari nell'omaggio a Govi

Dire bravo è poco. Bisognerebbe esagerare. Lo merita Max Cavallari, una delle due gambe dei Fichi d’India, che quando non è Fico è un vero istrione. Che è come dire quanto spesso la tv rovini gli attori, anche se li promuove. Un’interpretazione da palmares, quella di Max, in “Maneggi per maritare una figlia. Omaggio a Gilberto Govi”, una commedia degli anni Venti di Nicolò Bacigalupo, cavallo di battaglia del comico genovese, alla quale Cavallari ridona smalto e ritmo incalzante. Con grande successo e applausi da parte del pubblico del Teatro Apollonio di Varese (500 gli spettatori).

Una riproposta che ci fa ricordare, con un pizzico di nostalgia, la Gigia interpretata, al fianco di Cavallari, dal cabarettista legnanese Marino Guidi, per la regia del bravo Gianni Palladino. Ma qui parliamo di una stagione magica del teatro comico italiano, ahimè definitivamente scomparsa.

Nel riproporre oggi il ruolo del comico genovese, uno dei grandi del teatro italiano quasi totalmente caduto nell’oblio, il varesino Max lavora su un mimetismo quasi perfetto, riproducendo le contorsioni, gli sbalzi della voce, gli sguardi stralunati che tutti ricordiamo. Ma riesce ad inserire, quando meno te l’aspetti, qualche tormentone da Fico, butta sul palco qualche macchietta alla Zelig. Riuscendo a trasformare le  manovre di una coppia di genitori, Stefano e Gigia, per trovare marito alla figlia, “maneggi”, una commedia degli equivoci d’altri tempi, ma assolutamente contemporanea.

Una compagnia molto varesina, la Compagnia Max Cavallari, con lo stesso Fico, varesino della Brunella e Luisa Iacchetti, nipote del grande Enzino Iacchetti.

17 gennaio 2010
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