Varese

Parte da Varese lo sciopero dei lavoratori immigrati

Sarà il movimento culturale “Ubuntu” di Varese ad organizzare in Italia lo sciopero degli immigrati che  in Francia si svolgerà l’1 marzo. Oggi a Varese, presso il locale Taranga di Casbeno, è intervenuta la leader del movimento francese, la giornalista Nadia Lamarkbi. La giovane leader ha dichiarato che al movimento francese “Una giornata senza immigrati. 24 ore senza di noi” aderisce soprattutto gente comune, e per più della metà non hanno mai fatto parte di partiti o sindacati.  Una mobilitazione nata dal basso che ha fatto proseliti con il passa-parola, ma anche con un utilizzo forte e consapevole di Internet (come confermano le 55 mila adesioni su Facebook).

Rispondendo alla domanda di Sergio Moia, segretario della Cisl di Varese, la giornalista ha risposto che “lo sciopero degli stranieri non è  uno sciopero sui base etnica, ma un’occasione per fare crescere la consapevolezza. Una realtà che vive più a livello di coscienza, che di struttuire organizzative”.

Non semplice il rapporto con i sindacati francesi. La leader li ha definiti “vecchie macchine arrugginite”. Ma ai sindacati il movimento offre la possibilità di collaborare, con la prospettiva di svecchiarsi.

Cosa avverrà, dunque, il 2 marzo in Francia? Gli immigrati si presenteranno davanti ai Comuni per manifestare e poi a Parigi si dirigeranno al quartiere finanziario per un altro presidio. Ma chi non potrà partecipare allo sciopero resterà al lavoro esponendo una fascia gialla, come quella anti-razzista già utilizzata a Varese.

Anche Varese parteciperà a questo primo storico sciopero degli immigrati. A tale proposito il movimento Ubuntu, come conferma Habib Kheffous, “si sta mobilitando per organizzare una cosa simile in Italia. E certamente a Varese organizzeremo una manifestazione”.

16 gennaio 2010
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