Varese

La crisi avvicina al sindacato. Parola di Cisl Varese

Nell’anno della crisi a Varese il sindacato bianco cresce, sia per il numero di iscritti che per i servizi erogati. A dirlo sono i dati che segnalano l’aumento delle tessere in tasca ai lavoratori soprattutto in quei settori più colpiti dalla crisi: il momento del bisogno, in altre parole, ha accorciato la distanza rispetto al sindacato. Ma da via Luini, alla soddisfazione per il traguardo raggiunto, si mischia il rammarico di non essere ancora fuori dal tunnel e la consapevolezza che occorre una rivisitazione degli ammortizzatori sociali per tutelare chi ancora resta senza alcun salvagente.

“La crisi – puntualizza Carmela Tascone segretario provinciale della Cisl varesina – ha colpito in modo più pesante tutti coloro i quali si trovano con contratti a tempo e occasionali, sono stati loro ad essere espulsi totalmente dal mercato del lavoro”. E l’anno che si appena aperto sarà la vera prova del nove rispetto alla sospirata ripresa e alla tenuta di un territorio pesantemente segnato in termini di cassa integrazione e mobilità.

“Siamo soddisfatti dei dati sul tesseramento – ammette la Tascone, – significa che nel momento della crisi i lavoratori trovano nel sindacato un punto di riferimento importante. I lavoratori si iscrivono perché comprendono la valenza dell’essere associati per sostenere e tutelare i loro diritti”. L’incremento complessivo delle tessere è stato del 2% (con picchi nel chimico, tessile e metalmeccanico). Ma a fare da cartina da tornasole rispetto alla pesantezza del periodo trascorso, sono anche i dati relativi alle iniziative messe in atto: nel solo comparto dell’artigianato le tre sigle sindacali hanno seguito circa 930 domande relative alla cassa integrazione in deroga. “Una opportunità – spiega la Tascone – che ha permesso di evitare in molti casi che fossero abbassate le saracinesche da parte di imprese di piccole dimensioni. In molti, nell’artigianato, hanno anche fatto ricorso ai contratti di solidarietà tramite l’interevento degli enti bilaterali”.

Molto è stato anche il lavoro dell’ufficio vertenze che ha visto aumentare del 94% le procedure concorsuali (relative a vertenza collettive per fallimenti) e molte delle vertenze aperte (56%) hanno riguardato il recupero crediti, cioè spettanze economiche non pagate, con il recupero di 3 milioni di euro di salari recuperati. Ma il lavoro è aumentato anche laddove la crisi non c’entra. “Pensiamo al servizio fiscale – dice la Tascone – ad adiconsum, al patronato e al sindacato inquilini”. Ma se si guarda all’anno che verrà le nubi non mancano. “La proroga di sei mesi per la cassa in deroga e la possibilità di prolungamento per quella ordinaria – ammette il segretario Cisl – allontano il momento in cui il nodo verrà al pettine. I segnali, anche se indicano una stabilizzazione della crisi, ancora non segnalano l’inversione di tendenza che possa far recuperare quanto perso”.

15 gennaio 2010 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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