Arte

Weekend con guida alla mostra “Arte povera” del Fai

Continua fino al 28 marzo 2010, nelle Scuderie e nelle sale di Villa e Collezione Panza a Varese, la mostra “Arte Povera: energia e metamorfosi dei materiali”, realizzata grazie alla collaborazione tra Villa e Collezione Panza e il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. In esposizione oltre 20 opere –  tra cui  spettacolari  installazioni –  appartenenti alle Collezioni del Mart. In particolare a partire da sabato 9 e domenica 10 gennaio 2010 e per tutti i weekend fino al 28 marzo il FAI offre al pubblico la visita guidata gratuita alla mostra. Sia sabato che domenica appuntamento alle 11.30 e alle 16.00 per partecipare alla visita guidata gratuita per apprezzare, attraverso la voce di giovani laureati in storia dell’arte e specializzandi, il mondo affascinante e complesso dell’arte povera. Il costo del biglietto è di 10 euro. Non è necessario prenotare.

L’Arte Povera, movimento artistico italiano riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti nelle avanguardie del XX secolo, verrà indagato attraverso ventidue opere dei suoi protagonisti, allestite in un singolare percorso espositivo. La mostra infatti si snoda, oltre che nel grande spazio delle Scuderie, sede privilegiata delle esposizioni temporanee, anche in alcune sale della Villa.

In mostra installazioni esemplari come quelle composte con legni di recupero, ferro e carbone di Jannis Kounellis (Senza titolo, 1989 e Senza titolo, 1991) dove si evince le tensione del rapporto tra le forme, il ritmo e la trasformazione della materia. Gli igloo di fascine, vetro e neon di Mario Merz riportano alla memoria archetipi primordiali (Chiaro Oscuro, 1983). In esposizione: un importante nucleo di opere di Michelangelo Pistoletto, tra cui l’Orchestra di stracci del 1968 e l’Autoritratto del 1962, e di Alighiero Boetti  tra cui uno dei suoi celebri arazzi ricamati del 1989, Avere fame di vento.

Nelle opere in mostra gli elementi naturali e i materiali industriali sono liberamente combinati e accostati per creare inediti rapporti significanti come in Stella per purificare le parole di Gilberto Zorio, Lo spazio della scultura di Giuseppe Penone e Entrare nell’opera di Giovanni Anselmo.

Il percorso espositivo non segue un iter cronologico né tematico, ma fa dialogare le opere tra di loro nelle stanze che le ospitano con un gioco fatto di sottili rispondenze visive, di varianti anche cromatiche, di sorprendenti capovolgimenti di stili. In questo senso i due calchi in gesso di Giulio Paolini, Intervallo (Lottatori) del 1985, sembrano ambientarsi perfettamente, ad esempio, con la delicatezza e con il virtuosismo delle superfici pittoriche dei monocromi di Ruth Ann Fredenthal, opere della collezione permanente della Villa. La mostra è a cura di Gabriella Belli, Direttore del Mart e di Anna Bernardini, Responsabile scientifico e organizzativo di FAI Villa e Collezione Panza.

8 gennaio 2010
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