Varese

Monsignor Stucchi: stranieri, le chiusure ci impoveriscono

Una presa di posizione autorevole e ferma, esplicita e senza possibilità di equivoci. Un intervento, quello del vicario episcopale, monsignor Luigi Stucchi, che del resto si colloca nell’alveo delle tante, analoghe dichiarazioni giunte dal capo della Chiesa ambrosiana, il cardinale Dionigi Tettamanzi, in questi anni.

Il luogo è quello della Messa delle genti che si è concelebrata questa sera, sera dell’Epifania, nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore a Varese. Un appuntamento tradizionale, perché da dieci anni si rivolge alle comunità straniere presenti nel capoluogo. Una messa particolare, molto partecipata, dove la lingua italiana, nelle preghiere e nelle canti, si intreccia con l’inglese, il filippino, lo spagnolo dei sudamericani.

E proprio al momento dell’omelia interviene il vicario episcopale di Varese, monsignor Stucchi. “Coloro che sono giunti tra noi hanno arricchito le comunità del territorio di nuove famiglie e ogni persona che arriva sia benedetta perché è un dono”. I nuovi arrivati fanno parte dell’unico popolo della Chiesa, “che non corrisponde ad un’area geografica, ad una cultura, ad un colore della pelle: gente diversa forma un’unica Chiesa”, continua monsignor Stucchi.

Questo ci deve fare avere uno sguardo diverso sui grandi movimenti di popoli e di persone, “un fenomeno – riconosce il vicario – che certamente inquieta e preoccupa, ma che deve vederci rivolgergli uno sguardo sereno e incoraggiante, una visione positiva e costruttiva”.

Secondo monsignor Stucchi non ci sono alternative all’accoglienza e alla condivisione. “L’arrivo di queste persone porta ad avere una Chiesa più significativa e una umanità più arricchita. Al contrario, con la chiusura, siamo destinati a vivere una situazione umanamente più povera e ecclesialmente meno significativa”.

6 gennaio 2010
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