Economia

Cgil: non siamo fuori dalla crisi

Franco Stasi, segretario generale Cgil di Varese

Sta per chiudersi un annus terribilis sul fronte-occupazione. Un 2009 connotato da uno stillicidio di aziende che hanno chiuso i battenti, di licenziamenti e di cassa integrazione, di famiglie che rischiano di non arrivare alla fine del mese. Una situazione drammatica, che riguarda anche la nostra provincia. “Non c’è davvero da essere ottimisti. Anche ci si è impegnati al massimo e si spera che la fine del tunnel si sia avvicinata”. Parole di Franco Stasi, segretario generale della Cgil di Varese, che riflette sull’anno che si chiude tra poche ore.

Quali sono le realtà che, sul nostro territorio, corrono i rischi maggiori in questa crisi?

Senza dubbio le realtà che vedono avvicinarsi la fine della cassa interazione ordinaria. Parliamo soprattutto delle aziende medie e piccole. La nostra speranza è di gestire al meglio l’accordo con le parti sociali, cercando di sostenere le imprese ed evitare altri licenziamenti.

Guardiamo i numeri: quali sono i numeri di questa crisi a Varese?

Sono numeri che non ci autorizzano a dire che siamo usciti dalla crisi. No, non siamo fuori, e i primi mesi del nuovo anno si annunciano durissimi. Sono 1452 le imprese interessate all’utilizzo degli ammortizzatori. E sui 50 mila addetti complessivi, 40 mila sono  in cassa. Come si comprende dai numeri, uno dei problemi principali del 2010 sarà assicurarsi la copertura degli ammortizzatori sociali.

Parliamo della crisi della più grande azienda del territorio, Malpensa. Un punto dolente, no?

Come Cgil, con il nostro sindacato Trasporti, e invitando Sea, istituzioni, media, stiamo organizzando per il 5 febbraio una grande iniziativa pubblica a Malpensa, proprio perché resta per noi un nervo scoperto. Tanti lavoratori restano in cassa integrazione e poi Malpensa significa collegamenti e infrastrutture, uno dei fronti che registra problemi e difficoltà. Speriamo di non dovere assistere, in questi mesi di campagna elettorale, ad una passerella di politici che non fanno che promettere.

Come il sindacato affronta il nuovo anno?

In questo anno che sta per finire, il sindacato in maniera unitaria ha chiuso 40 accordi con i Comuni, ottenuto anticipi sulla cassa integrazione, insistito sulle politiche attive del lavoro, siglato con le parti l’accordo anti-crisi. Abbiamo fatto il nostro mestiere, sollecitando le istituzioni a muoversi. Sono queste iniziative che ci ispirano un certo ottimismo, certamente non i numeri.

31 dicembre 2009
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