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Diamo la pagella all’anno che se ne va per lo sport varesino

La campionessa Noemi Cantele

All’anno che se ne va, per quanto riguarda lo sport varesino, diamo otto e mezzo. Dopo un 2008 stentato, abbiamo avuto la rinascita delle squadre di punta maschili e la conferma ad alto livello delle individualità più attese. Globalmente il 2009 può essere annoverato tra le migliori annate recenti.

L’impresa dell’anno?

Le medaglie iridate di Noemi Cantele nel ciclismo e la clamorosa rimonta del Varese, passato dall’ultimo posto alla promozione in Prima divisione nel calcio. Noemi ha riportato ai vertici un pedale rosa che, per il resto, ha fatto molta fatica a competere con rivali internazionali che abbinano alla classe le maggiori attenzioni di media, sponsor, autorità sportive. I biancorossi, che parevano addormentati sul fondo, hanno costruito un sogno dal quale non ci siamo ancora svegliati, visto che ora sono terzi, con buone chances di mirare a una serie B che non vediamo dal 1985.

Il personaggio o i personaggi dell’anno?

Un uomo solo al comando: Beppe Sannino. Raramente una persona si è identificata così tanto con la città, trascinandola perché la città stessa si è identificata in lui e si è fatta trascinare. Segni particolari: umile, ruspante, vincente. Un Borghi venuto da fuori, senza tutti quei soldi ma con la forza di idee e valori altrettanto fondamentali. Lui e Luca Sogliano stanno facendo cose mai viste da molti anni.

La squadra dell’anno?

Una che non ha vinto niente: la Pro Patria. Nella bufera del fallimento della società ha condotto uno straordinario campionato di testa, giocando un calcio spettacolare: ha perso la promozione diretta all’ultima giornata e la vittoria nei playoff all’ultimo minuto dell’ultima partita. Favola senza lieto fine: ma quella squadra, poi smembrata, resterà negli annali e nei cuori biancoblù.

La delusione dell’anno?

I Mastini. Il ritorno dell’hockey di vertice meritava qualcosa di più alla voce lungimiranza. Invece, dopo l’ultimo posto in serie A2, è arrivato l’ennesimo dietrofront per motivi economici, a causa della dipartita del main sponsor. Il vivaio lotta e vince, ma senza una prima squadra di livello non c’è sbocco né futuro. E le occasioni perdute sono già troppe.

Il rimpianto dell’anno?

A Mendrisio il bronzo della Cantele poteva e doveva essere oro. Era lei la designata e la più forte: le compagne di fuga l’hanno marcata stretta, così la Guderzo ha avuto via libera. Ci riproverà nel 2010 in Australia: ma un’occasione così, trovarsi davanti nel momento clou e con la gamba migliore, chissà se le ricapiterà più.

Il momento più bello e quello più brutto.

Bello: il giorno della promozione della Cimberio in A1. Un atto dovuto, certo, dopo l’ignominiosa retrocessione del 2008, ma anche una lezione all’Italia con cinquemila spettatori in LegaDue anche per le partite più scontate. Questa è Varese, la vera Basket city. Brutto: ogni volta, e periodicamente succede, che la Solbiatese rischia di sparire. È un patrimonio del nostro calcio, se muore è uno smacco per tutti.

L’evento più significativo, anche se magari non vittorioso.

Sono tre. Il rientro alle competizioni di Ivan Basso, che prima della squalifica era la stella del nostro sport e adesso, a 31 anni, deve ritagliarsi una dimensione competitiva sapendo di non poter fare più la differenza. Bella sfida per un campione intelligente quale è. Poi il derby di pallavolo tra Busto Arsizio e Villa Cortese (che gioca a Castellanza), realtà emergenti del panorama italiano: percorrono strade antitetiche e arriveranno a grandi successi, facendo del basso Varesotto la capitale del volley rosa italiano. Infine i ripetuti successi degli atleti gaviratesi nell’adaptive rowing, il canottaggio per disabili: in pochi anni l’allenatrice Paola Grizzetti ha realizzato qualcosa di sensazionale sul lago di Varese.

Le speranze per il 2010?

Facciamo tre scommesse: Varese e Cimberio ai playoff, Cantele ancora sul podio a Geelong. Ne riparliamo tra dodici mesi, vincendone almeno due si paga da bere.

31 dicembre 2009 Stefano Affolti s.affolti@varesereport.it
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Un commento a “Diamo la pagella all’anno che se ne va per lo sport varesino

  1. Alessandro, ciclismo il 31 dicembre 2009, ore 15:45

    Brava a Noemi Cantele, ma negli appuntamenti che contano la Guderzo ha qualcosa in più

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