Musica

Tante le iniziative musicali. Ma spicca la Stagione del Comune

Un concerto al Salone Estense

Ogni volta che si tenta di dire la propria, si viene tacciati di disfattismo. Però penso non si possa non provare una certa disaffezione nei confronti di chi vuole parlare in nome e per conto della cultura, quando anche in provincia di Varese si cede al facile populismo del Concerto di Fine Anno. Anche se siamo certi – lo siamo? – del fatto che nessuno voglia emulare il mito che appartiene a Vienna come tenta di fare, da qualche anno, Venezia con il concerto a La Fenice. L’infelicità nazionale si moltiplica sui territori locali: è un triste destino ed una dura lotta che si combatte ormai con pochi, veri proiettili.

Varese non è né felice, né colta, né capace di volerlo essere. E non per mancanza di “teste” – quelle poche che credono nell’Arte come disciplina anche economica – ma di organizzazione. Anche durante il 2009, la città ha ospitato un rigoglio di appuntamenti sparsi qua e là: musica, poesia, teatro, mostre, fotografia, letteratura. Per l’appunto, sparse senza alcun concetto di programmazione e stimolo manageriale. Se non tutto, tanto sembra percorrere l’autocelebrazione dell’aquila che, sola nel nido e al di fuori degli sguardi degli altri volatili, diceva a se stessa quanto fosse brava a volare senza aver mai tentato di oltrepassare il limite della sua culla.

Ecco la Varese musicale della quale si deve parlare: con la sua Stagione Musicale Comunale sempre innovativa anche nella tradizione e alla quale non sarebbe male versare qualche obolo in più. Chapeau al direttore artistico Fabio Sartorelli che, seppur buttato nella mischia delle ristrettezze, se la cava benissimo. L’Università dell’Insubria nel suo “piccolo” non tradisce l’ascoltatore, ma è costretta all’ingresso gratuito e Corrado Greco fa miracoli. Il blues ed il jazz ai Giardini Estensi prende quota quando è il Caso a metterci lo zampino, nonostante i sacrifici di Alessandro Zoccarato che organizza.

Anni fa si parlava di trasformare Varese in una Lugano in “minore”, con le sue banche a supportare i costi delle esibizioni, la città in gran spolvero a mostrare le sue bellezze, i negozi aperti la sera. Ma non un “beh” a dichiarare la volontà o anche un solo timido interesse. Le librerie del Corso e non solo, le poche rimaste e le nuove arrivate, non sono coinvolte in appuntamenti cameristici che, di fronte ad una cornice di pagine, non sfigurerebbero. Semmai dovesse accadere, stapperemo lo spumante. Villa Panza si illumina con i concerti estivi dedicati ai nuovi talenti, e fa il pienone perché l’atmosfera è da soirée un poco easy e con un pizzico di “country”. La musica si accompagna in un solo abbraccio all’arte contemporanea ed alla natura, ma il costo dei biglietti è troppo alto. Messaggio per il Fai: un occhio anche a chi adora il concertismo ma ha le “borse” semivuote.

Si è aperto il Twiggy Café, con il quale si è rilanciata l’idea di una Casa della Cultura dove far esplodere i propri entusiasmi e sfogare i pruriti di divulgazione culturale. La realtà è ancora troppo giovane per sottoporla ad una compiuta valutazione, ma i ragazzi – Francesco Brezzi in primis – ci credono. E poi i concerti nelle chiese, gli Amici della Lirica “Francesco Tamagno” quasi del tutto scomparsi, i soliti noti – per correttezza non facciamo nomi – che hanno il compito di non far dimenticare la musica. Il Festival Solevoci, dedicato al gospel ed allo spiritual: cavallo vincente non si cambia. E’ la regola dell’immobilismo e dello spegnimento della curiosità. Il Civico Liceo Musicale non è valorizzato nel suo dover essere luogo di cultura con un auditorium di 200 posti, il Teatro di Varese è una “tenda” prefabbricata che con la musica non c’entra nulla, mentre il Salone Estense, che in fatto di propagazione del suono funziona, non permette ampie manovre di navigazione. Il Teatrino Santuccio, equipaggiato per gli impegni concertistici, non ammortizza i costi dell’affitto e si diserta puntualmente: concerti pochi, anzi rari.

Si dirà che il 2009 è stato un anno difficile per la crisi, la disoccupazione, le casse integrazioni. Tutto vero come è vero il fatto che qualcuno potrebbe usare la recessione come pretesto di un impegno culturale che tre, cinque, sette anni fa era lo stesso di oggi. Il mondo contemporaneo non merita gli artisti. Soprattutto non merita la loro abnegazione, la loro fedeltà e la loro passione. E chi fa qualcosa di buono per l’Arte, e risiede in questa città, se lo tiene per se stesso. O lo offre altrove.

30 dicembre 2009 Davide Ielmini d.ielmini@varesereport.it
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Un commento a “Tante le iniziative musicali. Ma spicca la Stagione del Comune

  1. Redazione Solevoci il 31 dicembre 2009, ore 20:03

    Solevoci Festival NON è un festival Gospel e Spiritual ma un evento internazionale che tratta la musica vocale a cappella. Il festival Gospel (Varese Gospel Festival) di cui parlate è da 12 anni che fa il tutto esaurito….perchè ogni anno vengono invitati i mostri sacri del genere in questione.
    Ora ricordiamo la prima edizione di Solevoci Festival (2003) con i Kings Singers, Take 6 , Swingle SIngers ecc.
    Ricordiamo tutte le altre con il top dei gruppi vocali esistenti al MONDO (Real Group, Vocal Sampling, Rockapella ecc.)
    L’ultima, con il concorso per gruppi vocali pop,jazz (unico in italia nel suo genere) che ha portato gruppi anche dall’estero.
    La prima Beatbox Convention in Italia organizzata in giugno con il campione mondiale in carica.
    Senza contare la Solevoci Community (www.solevocicommunity.it), luogo di ritrovo della musica a cappella in Italia con 12.000 utenti e 1200 gruppi iscritti
    Vi prego di documentarvi, subito. http://www.solevoci.it
    Vi ricordo che Varese è riconosciuta a livello europeo per la musica vocale a cappella.

    Siamo inoltre disponibili ad incontrarvi per illustrarvi approfonditamente le altre attività legate alle scuole primarie che riguardano circa 1500 bambini sul territorio comunale.

    Consigliamo di uscire e guardare meglio quello che accade intorno a voi.
    Siete invitati ai prossimi concerti!

    Cordiali Saluti e Buon Anno!
    Varese continuerà a crescere come ha fatto fino ad oggi.

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