Varese

Varese, eccellenze tutte da gustare. Si rafforza il progetto della Provincia

L'assessore Specchiarelli

“Varese da Gustare” è un progetto realizzato con la partecipazione della Provincia di Varese, della Camera di Commercio di Varese e con il contributo della Direzione generale agricoltura della Regione Lombardia. In questi anni ha portato avanti una campagna di comunicazione e di informazione sui prodotti tipici varesini attraverso materiale informativo e promozionale o prendendo parte a manifestazioni, fiere ed eventi di importanza regionale, selezionando la qualità dei prodotti tipici varesini, identificati come un’importante risorsa per l’economia e per il turismo enogastronomico all’interno della provincia.

“Varese da Gustare” è stato costituito dal Consorzio Salame Prealpino Varesino, dal Consorzio Qualità Miele Varesino, dalla Cooperativa Agricola Latte Varese, dal Consorzio per la Tutela della Formaggella del Luinese. A queste prestigiose realtà si sono unite, da oggi, l’associazione Vini Varesini, che raggruppa le cantine che hanno ottenuto la denominazione Igt “Vino dei Ronchi Varesini”, e l’Associazione per la produzione dell’Asparago di Cantello, cui aderiscono produttori locali del pregiato ortaggio.

“Si tratta di una realtà partita qualche anno fa – dichiara l’assessore provinciale all’Agricoltura, Bruno Specchiarelli – è ora alla la propria famiglia con l’ingresso di altri due importanti realtà. Un’iniziativa che, in qualità di assessore all’Agricoltura apprezzo in modo particolare, anche perché è la dimostrazione che il territorio ha compreso l’obiettivo: mettere insieme i nostri prodotti significa ottenere vantaggi sia per i nostri produttori che per i consumatori”.

“Diventare sempre più numerosi fino a rappresentare la totalità dei prodotti tipici del Varesotto è l’obiettivo del nostro progetto – spiega Carlo Crosti (Cooperativa Agricola Latte Varese) -. Abbiamo accolto con soddisfazione l’adesione di queste due associazioni, grazie alle quali stiamo ulteriormente ampliando il “paniere” dei prodotti tipici promossi da Varese da Gustare. Le nostre porte sono sempre aperte a nuove adesioni e posso anticipare che ci sono già altre interessanti e importanti realtà storiche del territorio il cui ingresso nel nostro progetto è imminente”.

Ma quale l’identikit delle due nuove realtà entrate nel progetto “Varese da Gustare”?

Si è ufficialmente costituita lo scorso 5 agosto l’Associazione Vini Varesini, nata per salvaguardare il territorio e la produzione vitivinicola della provincia di Varese. Una associazione che vede riunite cinque realtà di piccole e medie aziende vinicole varesine: Azienda Agricola Cascina Piano di Angera (Va); Azienda Vinicola Cascina Ronchetto di Morazzone (Va); Tenuta Tovaglieri di Golasecca (Va); Azienda Agricola Malnati Giovanni, località Paino-Masnago (Va); Azienda Agricola “Vitivinicola Laghi d’Insubria”. Per il primo mandato triennale, il Consiglio direttivo è composto da Giuliana Maria Tovaglieri – presidente, Franco Berrini – vice presidente, Fabio Cazzani – consigliere, Giovanni Malnati – consigliere.

L’Associazione raggruppa le cantine che hanno ottenuto la denominazione Igt “Vino dei Ronchi Varesini” – grazie al loro impegno nella ricerca e creazione di vini dai sapori antichi e naturali che rispecchino nelle loro caratteristiche organolettiche le peculiarità del territorio varesino – con l’obiettivo di crescere ancora ed è aperta a nuove adesioni di realtà del nostro territorio che condividano il medesimo impegno per la salvaguardia della tipicità e peculiarità dei vini locali. I vini delle aziende aderenti sono prodotti esclusivamente con uve del territorio di Varese.

Per quanto riguarda, invece, l’Associazione perla produzione dell’Asparago di Cantello, si è costituita nel 2005, e raggruppa i 4 grandi produttori di asparagi di Cantello, Giannino Brusa (presidente dell’Associazione), Giacomo Mazza, Antonella Croci e Angelo Bianchi (vice presidente), oltre a Federica Baj (realtà che nel 2010 diventerà grande produttrice e che si caratterizza per la coltivazione biologica) e Crestani Giulio. L’Associazione non si occupa della vendita bensì della promozione dell’Asparago di Cantello, e attualmente l’attività principale è dedicata al riconoscimento del marchio Igp – Indicazione geografica protetta.

L’Asparago di Cantello è stato recentemente inserito anche tra i Prodotti Tipici della Regione Lombardia, con le sue caratteristiche di eccellenza e specificità, descritte nel Testo Unico, presentato anche alla Comunità Europea. Come avviene la sua coltivazione? Avviene in una zona relativamente piccola, quasi 10 ettari di terreno su cui avviene la coltivazione totale, anche se nel tempo la produzione è aumentata e il prodotto è di alta qualità. Le Amministrazioni che si sono susseguite, la determinazione degli abitanti oltre che dei produttori di Cantello, hanno salvaguardato in tutti questi anni le proprie terre continuando a destinarle alla produzione agricola, diversamente da quanto accaduto in altri comuni limitrofi.

L’asparago bianco di Cantello è differente da quello veneto soprattutto per il metodo di coltivazione (anche se entrambi crescono coperti dal terreno e per questo motivo rimangono bianchi). Sono interamente commestibili, a differenza degli altri di colore verde (che assumono la tipica colorazione verde a causa della sintesi clorofilliana, conseguente all’esposizione solare, e di cui si mangiano solo le estremità).

L’attività di tutti i produttori della zona è nata nella maggior parte dei casi per eredità familiare, comune a tutti è il grande attaccamento alla propria terra. Franco Catella, purtroppo improvvisamente scomparso lo scorso mese di aprile, è stato tra i pionieri della svolta che, a metà anni ’90, ha visto il progressivo incremento della produzione. La coltivazione tradizionale era molto dura e pesante, occorreva tirare su con le vanghe tutto il terreno per alloggiare i germogli, con grande passione e tanti sacrifici, ma la produzione era ancora di dimensioni “familiari”.

Con le nuove metodologie, invece, l’unica cosa che si continuerà sempre a fare a mano è la raccolta degli asparagi, che viene fatta uno ad uno, con l’attrezzo apposito (la sgorbia), una sorta di ferro ricurvo che, infilato nel terreno, stacca delicatamente il germoglio, lasciandolo integro. Ma la fase di raccolta presenta un’ulteriore difficoltà: nei primi giorni occorre verificare come e quanto i germogli siano pronti, tenendo presente che ogni intero asparago, così come lo vediamo in tavola, cresce in sole 24 ore, e il lavoro di ogni giorno è a pieno ritmo.

28 dicembre 2009
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