Varese

Provincia, bilancio di Galli, “primo della classe”

Tavolo con assessori a Villa RecalcatiDa un po’ di tempo le esternazioni del presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, sono in stile “primi della classe”. Uno stile non particolarmente simpatico, che non induce al sorriso, ma che a Villa Recalcati si accompagna a numeri e dati concreti. Del resto, a chi mai sono stati simpatici i “primi della classe”?

Lo schema è andato in onda anche oggi in occasione del bilancio di fine anno, con il presidente Galli circondato dai suoi assessori (nella foto). Qui il ragionamento è partito dall’operazione draconiana sul fronte anti-sprechi.

“La Provincia di Varese è quella che ha meno dipendenti rispetto al numero di abitanti – ha rimarcato Galli -. Qui il presidente non ha l’auto con l’autista. Qui si è fatto un solo Ato, e i suoi amministratori non hanno compensi. Qui sono state azzerate le consulenze esterne. Qui si fanno le scale e si arriva agli uffici del presidente e degli assessori”.

Poi il discorso si allarga. E rapidamente il discorso stile “primi della classe” si colora di venature più stile “Roma ladrona”. “Se la nostra provincia produce 30 miliardi di Pil, paga 17 miliardi di tasse”. Non c’è federalismo fiscale e, dunque, continua Galli: “Se avesse un bilancio proprio sarebbe di 6 miliardi, mentre è soltanto di 125 milioni”.

Eppure, le opere si fanno, i cantieri partono, le scuole si ristrutturano. Se proprio vogliamo essere puntigliosi (come ci invita ad essere Galli) qualche settore si rivela meno brillante di altri, come nel caso della cultura o sul fronte del lavoro (duro un recente documento delle parti sociali sul Tavolo di concertazione). Però, è anche vero che se Cartagine piange, Roma non ride (come nel caso della cultura per quanto riguarda il Comune di Varese).

Oltre ad essere un primo della classe, Galli resta comunque un presidente a cui piace sfoderare un certo fair-play. Immancabile, dunque, a fine anno, l’onore delle armi alle opposizioni che, dice Galli, quando è il caso “non hanno paura di votare con la maggioranza” (fortunatamente non sempre: come nel caso delle crociate sul crocifisso o le radici celtiche). E la maggioranza? “Clima in giunta estremamente positivo, maggioranza più che coesa”.

23 dicembre 2009
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