Economia

La Camera di commercio di Varese boccia la bocciatura targata “Sole 24 Ore”

cameracommercio“Varese 24° provincia italiana o addirittura al 57° posto nel nostro Paese? Non mi sembra plausibile. Tanto più se guardo all’ampia diversità della posizione in cui, sebbene i due studi siano stati pubblicati nella stessa giornata, ci collocano rispettivamente Italia Oggi e Sole24Ore”. E’ una presa di posizione chiara quella di Bruno Amoroso, presidente della Camera di Commercio, rispetto ad analisi che non riescono a far emergere la realtà di un sistema socio-economico che, nonostante le indubbie difficoltà indotte da un periodo di crisi congiunturale generalizzata, conserva diversi punti di forza.

“Ci troviamo di fronte a due modelli interpretativi di dati e analisi che, per un verso, non mi paiono aderenti a quella che è la reale situazione del Sistema Varese e, per l’altro, risultano addirittura contradditori tra di loro”. Basti pensare che, mentre per il Sole24Ore negli ultimi dodici mesi la nostra provincia avrebbe perso ben 30 posizioni, nello stesso identico periodo secondo Italia Oggi avrebbe guadagnato 19 posizioni! “I problemi ci sono, inutile negarlo, ma non c’è certo da abbattersi per questi risultati – riprende Amoroso –. Viene però da chiedersi quali numeri verrebbero fuori aggiungendo o togliendo degli indicatori”.

Infatti, un’analisi più accurata – prendendo in considerazione indici e fattori che meglio descrivono la realtà socioeconomica del nostro territorio – permette di collocare Varese sempre in alto in Italia. Fra quei territori che, sebbene soffrano per alcuni aspetti, garantiscono pur sempre buone opportunità di sviluppo e crescita alle loro imprese nonché di miglioramento delle condizioni di vita agli abitanti.

Eclatante è il caso del pessimo risultato, addirittura il 100° posto nella classifica del Sole24Ore alla voce “spirito d’iniziativa imprenditoriale”. “In realtà, questo risultato – spiega il segretario generale Mauro Temperelli – è il frutto dell’utilizzo di parametri che penalizzano la nostra provincia: l’alto numero delle imprese attive, oltre 65.000, viene infatti messo in relazione agli abitanti. E su un territorio ad elevatissima densità abitativa, questo porta a un dato negativo. Basta cambiare il denominatore, prendendo in considerazione i chilometri quadrati, ed ecco che Varese migliora notevolmente”. Il dato delle 61,8 imprese per chilometro quadrato è infatti ben superiore alla media lombarda (40,2 imprese per chilometro quadrato) e tre volte quello italiano (20,3 imprese per chilometro quadrato).

Analizzando altre tipologie di indicatori trascurati nelle due indagini, il nostro dinamismo imprenditoriale risalta ancor meglio: Varese si segnala per l’elevato numero di imprese artigiane, all’ottavo posto in Italia, e l’alto grado di apertura internazionale. La “propensione all’export” (rapporto tra l’ammontare complessivo delle esportazioni e il valore aggiunto prodotto) è infatti pari a 39,8, un indice nettamente superiore sia a quello regionale (34,9) che a quello nazionale (26,4).

Ritornando alle variabili prese in considerazione dal Sole24Ore, merita un approfondimento il riferimento alla disoccupazione. Anche qui il pessimo 74° posto è la conseguenza dei parametri utilizzati, che si riferiscono alla variazione dei tassi 2008/2004. Se invece si considera il puro e reale tasso di disoccupazione risaliamo al 13° posto nella graduatoria per il 2008 delle province italiane con Varese a quota 3,5%. Un dato che la crisi degli ultimi mesi indubbiamente ha già fatto crescere, come del resto in tutta Italia.

“Più che le classifiche sintetiche – conclude il presidente Amoroso –, appaiono insomma interessanti da commentare e soppesare i singoli indicatori. Ad esempio, il numero di imprese avviate, rilevante ma bisogna vedere le dimensioni delle aziende, o la disoccupazione, di certo un tasto dolente per Varese che è più penalizzata di altre realtà partendo da un’alta occupazione”.

22 dicembre 2009
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