Economia

Imprese e sindacati: la politica non fa abbastanza contro la crisi

Da sinistra, Stasi (Cgil). Albrizio (Uil), Tascone (Cisl)

Da sinistra, Stasi (Cgil). Albrizio (Uil), Tascone (Cisl)

Finalmente è uscito. Finalmente il  documento anticrisi originale, unico in Italia, che forse potrebbe diventare un esempio per altri, è stato firmato e condiviso dalle sei associazioni d’impresa (Unione industriali, Confapi, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti) e dai tre sindacati confederali della provincia di Varese (Cgil, Cisl e Uil). Un “accordo di sistema”, come lo chiama Franco Stasi, segretario generale della Cgil di Varese, che punta ad affrontare la crisi accerchiandola e ragionando, tutti insieme, sul da farsi. Una novità, ammette il direttore di Univa, Vittorio Gandini, “dato che finora al massimo si erano siglati accordi bilaterali molto più circoscritti, firmati dal sindacato e da una sola associazione datoriale”.

Qualcosa è cambiato, forse cambiato da una crisi che morde e non accenna a finire. E così si è arrivati a queste “Proposte di intervento anticrisi per la provincia di Varese” (titolo forse un po’ ridondante), che presentano proposte non scontate. Altrimenti non si capirebbe perché, per arrivare alla firma finale di tutti, sono dovuti passare otto mesi di confronti e verifiche, limature e correzioni. Con i sindacati che spingevano e qualche associazione datoriale che frenava. “Non era un risultato scontato, non è stato facile tenere tutto insieme”, dice a muso duro Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti Varese.

Leggere, ma soprattutto capire gli accordi tra le parti sociali è difficile. Molto viene detto, ma ancora di più viene sottinteso. Proviamo a partire dal Tavolo provinciale di concertazione, che l’accordo conferma luogo di confronto tra le parti. Lo conferma prescrivendogli temi, come lo sviluppo e le infrastrutture. Le parti ne sentono bisogno: non è un mistero che questo tavolo è stato spesso oggetto di critiche in quanto poco concreto, coerente, continuativo. Poco decisivo, insomma.Veniamo agli ammortizzatori sociali, in particolare alla cassa integrazione. L’accordo auspica che questi strumenti siano rafforzati, ma chiede pure che sia monitorato il loro utilizzo. Anche qui l’accordo evoca nuovamente la Provincia, affiancandole la Camera di commercio, enti che dovrebbero svolgere questo compito. Si esprime efficacemente Vittorio Gandini (Univa): “il Tavolo provinciale ha una componente politico-istituzionale che non ha uno scarso ruolo”.

Nell’accordo poi si ribadisce l’importanza della formazione continua dei lavoratori. E si rilancia la  necessità che il sistema bancario svolga un ruolo di sostegno alle imprese. Oltre a sottolineare l’importanza della “integrazione dei lavoratori extracomunitari”. Tanti obiettivi che necessitano di un interlocutore politico disponibile e capace. E ancora una volta si interpella la Provincia, perché si mobiliti per “promuovere, in tempi brevi, un tavolo con gli amministratori locali”.

Infine le infrastrutture, a partire dal potenziamento di Malpensa, realizzando i collegamenti con la rete ferroviaria, il completamento del sistema pedemontano, i collegamenti con la Svizzera e il capoluogo varesino. Qui il documento non mette sul banco degli accusati la sola Provincia, ma “i diversi livelli istituzionali”.

E’ una lettura forzata del documento quella che ne sottolinea le riserve nei confronti degli interlocutori politici e istituzionali? E’ eccessivo pensare che uno degli obiettivi di questo accordo è di sollecitare la politica a dare risposte più concrete e tempestive dato che la crisi incalza? Sì, forse questo è davvero un accordo importante. E’ la prova che ci sono cose che le parti sociali condividono e che è venuto il momento di sollecitare un interlocutore che forse fa, ma certamente non fa abbastanza. Soprattutto si muove a passo di lumaca, mentre la crisi corre veloce. Le parti sociali lo sanno e in questo documento lo dicono (finalmente) a voce alta e cantando in coro.

22 dicembre 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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Un commento a “Imprese e sindacati: la politica non fa abbastanza contro la crisi

  1. Imprese e sindacati: la politica non fa abbastanza contro la crisi … il 22 dicembre 2009, ore 06:27

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