Milano

Pendolari delle Nord nella neve

lenordUna storia di ordinario disagio sui treni delle Nord nel pomeriggio della grande neve. Il diretto delle 16.50 per Laveno, è fermo in stazione Cadorna, al binario 8. Sono già passate le 16.50, iniziano ad aumentare i minuti di ritardo. I pendolari sono fermi davanti alle porte, che restano chiuse, con le luci delle carrozze che restano spente. Dopo circa 20 minuti il treno si apre e viene letteralmente invaso dai viaggiatori.

E’ un convoglio di ultima generazione, due piani, che vengono completamente affollati in ogni punto, scalette comprese, dove almeno dieci persone viaggiano in equilibrio. Affolati anche  corridoi ed ingressi. Ma il treno, già affollato, non parte. In compenso il riscaldamento interno rende le carrozze quasi soffocanti.

Con più di venti minuti di ritardo, il treno parte. Ma si ferma quasi subito, prima ancora di arrivare alla stazione milanese di Bovina. Si ferma, per almeno dieci minuti, senza che se ne capisca il motivo (nessun avviso viene diffuso).

Poi riparte ancora e dopo una corsa che rallenta spesso raggiunge la stazione di Saronno. Ma è soltanto alla successiva stazione di Turate-Gerenzano che i malcapitati pendolari capiscono che il treno si è tramutato, a loro insaputa, da diretto a regionale, dato che si ferma ad ogni stazione. Anche in questo caso, nessun avviso ai viaggiatori.

Quando il treno arriva alla stazione di Varese Nord, una folla si avvicina e si scende dal treno con fatica. Un occhio al display: ritardo di quasi 50 minuti. Quello successivo per Laveno 27 minuti. Quello ancora successivo 32 minuti. Un altro giorno di ordinario disagio, tra neve e ritardi, affollamenti e nessuna comunicazione, fortunatamente volge al termine.

21 dicembre 2009
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