Varese

Sala Veratti di Varese, si cambia (forse) in meglio

Da sinistra, Fontana, Redaelli, Costante Portatadino

Da sinistra, Fontana, Redaelli, Costante Portatadino

Nonostante il torpore che si protrae da anni, nonostante l’endemica assenza di eventi culturali e artistici di rilievo, nonostante la debilitante discontinuità di iniziative e proposte, un piccolo segnale di inversione di tendenza ci appare all’orizzonte dei grigi Civici Musei di Varese. Piccolo, e non solo: si dovrà vedere se, come e quando, tale segnale sarà capace di tradursi in fatti concreti. Ma noi saremo attenti.

Questa mattina è stata lanciata la nuova gestione di una vetrina prestigiosa dei Civici, la Sala Veratti, che, negli ultimi anni, ha ospitato qualche volta piccole cose di pessimo gusto, per dirla con l’amato Gozzano.

Ma ora pare che si cambi musica. A prendere in mano la nave è l’associazione culturale Varesevive, che ha nell’editore varesino Giuseppe Redaelli il suo patron. Qual è il piccolo segnale? Che l’associazione in questione, in collaborazione con il Comune di Varese, diventa un soggetto capace di coordinare una serie di sforzi e di soggetti diversi. Sinergie positive, ci auguriamo, in un territorio che, come dice il sindaco Fontana, è il regno degli “orticelli”. Una realtà che coordina, un cartellone di eventi, preciso, nero su bianco, organizzato.

E, dunque: nel cartellone del 2010 della Sala Veratti sono coinvolte diverse realtà: il Museo Bodini di Gemonio, con la mostra “Antonio Recalcati. L’impronta nella materia” (dal 23 gennaio al 10 febbraio); l’Università dell’Insubria con una bella mostra dal titolo “Luoghi Sereni e lontani dintorni”, dal 27 febbraio al 20 marzo (e a preparare tale rassegna è impegnata anche la massima esperta del poeta lacuale, Barbara Colli). Coinvolti inoltre l’Associazione Liberi Artisti della provincia di Varese del grande designer Marcello Morandini, che dall’8 maggio al 6 giugno cura la mostra “Artparty 2010”; il critico d’arte Silvano Colombo, che dal 12 giugno al 4 luglio cura una mostra su Angelo Frattini; il Circolo degli Artisti di Varese del critico d’arte Fabrizia Buzio Negri, con una retrospettiva sui novant’anni del Circolo dal 10 luglio al 19 settembre.

Ma la vera novità sta in coda. Finalmente, dopo la scoperta del Fai e di Villa Panza, il Comune di Varese apre le finestre sul territorio dei cugini elvetici, e questa volta non per elogiare il loro referendum contro i minareti, ma per “copiare” le loro belle gallerie, le loro belle mostre, le loro intelligenti programmazioni. Era ora! Dal 10 ottobre al 9 gennaio 2011, grande mostra sul “Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini”, in collaborazione con la prestigiosa Pinacoteca cantonale Giovanni Zust di Rancate (Mendrisio). E qui, colpo di scena finale, fa il suo ingresso in campo il testoriano Giovanni Agosti, uno dei più lucidi e intelligenti critici che si muovano nel mondo dell’arte.

Insieme a lui ci sarà anche Jacopo Stoppa, autore di un bel volume (purtroppo dimenticato) su Morazzone uscito qualche anno fa. Non si sbloccherà per caso anche la mostra dedicata a questo artista dopo l’uscita di scena di Sgarbi? Può essere, dice Fontana. Ma per il momento fermiamoci qui: un’associazione culturale, un cartellone. Vista la situazione degli ultimi anni, è già un segnale da non sottovalutare.

19 dicembre 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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