Arte

“Arte povera” a Villa Panza. Senza sindaco e assessore

Un Boetti d'annata

Un Boetti d'annata

“Un gioiello” è l’espressione più gettonata. Ma stacca di poche misure “eccellenza del territorio”. Per non parlare di “cornice suggestiva” o di “scenario stupendo”. Piccolo florilegio (ad uso dei lettori) di espressioni utilizzate da istituzioni e politici quando parlano di Villa Panza di Biumo, proprietà del Fondo Ambiente Italiano. Uso del tutto legittimo, dato che si riferiscono ad una dimora che è sede di una leggendaria collezione d’arte (e aggiungere contemporanea sarebbe, nel caso della collezione del conte Panza, riduttiva).

Purtroppo, però, e nonostante gli elogi e le espressioni positive, il dialogo tra Villa Panza e Varese resta difficile: è più facile che questo gioiello sia conosciuto da un milanese che abita in piazza De Angeli che da un varesino che abita in via Dandolo.

A Varese c’è sempre il rischio che le iniziative realizzate a Villa Panza non ottengano la dovuta attenzione. Un rischio che corre anche la mostra inaugurata oggi, “Arte povera”, un percorso attraverso la Villa, per la prima volta interamente utilizzata, dalle Scuderie, alla Limonaia, alle sale della collezione permanente, alla scoperta di opere e maestri che fanno conoscere l’Italia nel mondo: Merz, Pistoletto, Boetti.

Una bella mostra, curata dalla direttrice di Villa Panza, Anna Bernardini, e dalla direttrice del Mart di Rovereto, Gabriella Belli. Purtroppo, però, alla presentazione della mostra ospitata in questo “gioiello del territorio”, le autorità non sono intervenute. Non erano presenti né il sindaco di Varese, Attilio Fontana (che, peraltro, è anche assessore alla Cultura del capoluogo), né l’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello (presenti, invece, il presidente della Provincia, Dario Galli, e l’assessore ai Servizi educativi del Comune, Patrizia Tomassini).

Un’assenza certamente giustificata da impegni istituzionali, ma che rende tanti apprezzamenti e impegni di future e mirabolanti collaborazioni parole vuote. Un vero peccato: a Villa Panza si respira aria europea, cosmopolita, aperta al mondo. Dovrebbero respirarla di più anche i politici di casa nostra.

16 dicembre 2009
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