Varese

Lega Nord Varese, il vero nemico non è l’Islam, ma i moderati del Pdl

Da sinistra, Rizzi, Garavaglia, Gobbi Vais e Piatti

Da sinistra, Rizzi, Garavaglia, Gobbi Vais e Piatti

Nemico numero uno: il presidente della Camera Fini per le sue aperture agli stranieri. Nemico numero due: gli organismi internazionali come l’Onu che, a detta dell’onorevole Norman Gobbi Vais, deputato al Gran Consiglio del Canton Ticino, “sono espressione di poteri non democratici: si autonominano e autoincensano”. Nemico numero tre: tutti coloro che sostengono, come avviene in tutta Europa, anche nello schieramento moderato, che la cittadinanza sia uno strumento per non escludere ed integrare i nuovi cittadini europei.

E’ la Lega più oltranzista, chiusa, ossessionata dall’avanzata dell’Islam, quella che mostra il suo volto al convegno organizzato ieri sera a Varese dal titolo “Minareti, libertà e autodeterminazione (La Svizzera un esempio per l’Europa)”, un’iniziativa che si è svolta in un Teatrino Santuccio non proprio da sold out. E con il solo sindaco Fontana in prima fila, l’assessore Zagatto a metà della platea e nessun esponente del Pdl, tranne che il capogruppo in Consiglio comunale di Varese Puricelli, che però si alza e se ne va.

Un Carroccio che, prima ancora che all’Islam, sferra un attacco agli alleati più moderati del proprio schieramento, che si sentirebbero imbarazzati di fronte alle parole del deputato ticinese che parla dell’Islam, tout court, come di una realtà “in contrasto con le nostre tradizioni”, una realtà che si rispecchia nei minareti in quanto “simboli del potere politico-religioso nei nostri territori, che sono fatti da gente semplice”. Gli immigrati, secondo l’onorevole ticinese, frequentano centri di cultura islamici dove “imam pregano in una lingua incomprensibile e quindi non sappiamo quali siano i loro messaggi”. Insomma, la conquista è già in corso e dobbiamo difenderci.

Sconcertante l’idea di un mondo musulmano a tutto tondo, senza “se” e senza “ma”, che generalizza un fenomeno come l’immigrazione, estremamente variegato e ricco di sfumature. Ma di un approfondimento di analisi, di una lettura meno superficiale, di un pensiero che non appaia uno slogan elettorale, pare che i lumbard facciano volentieri a meno.

Sul palco del Santuccio il neo-segretario cittadino Carlo Piatti, e i senatori del Carroccio Fabio Rizzi (che ha parlato della “colonizzazione da parte dell’Islam”), e Massimo Garavaglia. Sulla cittadinanza anticipata agli immigrati, ha preso la parola anche il sindaco di Varese, Attilio Fontana, oggetto di una dura contestazione a Milano da parte di gruppuscoli anti-democratici. Se fosse concessa una cittadinanza anticipata, quale strumento di integrazione, ha detto il primo cittadino di Varese, “si farebbero diventare cittadini persone che non hanno niente a che fare con noi e che diventerebbero un corpo estraneo nella nostra società”.

15 dicembre 2009
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Un commento a “Lega Nord Varese, il vero nemico non è l’Islam, ma i moderati del Pdl

  1. una varesina il 15 dicembre 2009, ore 16:12

    Grazie per questo articolo: il vostro punto di vista è la dimostrazione che si può essere lombardi come cultura, costumi e, perchè no, anche genetica, senza essere per forza “lumbard” e senza essere per forza terrorizzati da persone che vengono da un altro Paese, con un altra religione.
    C’è un concetto della cultura lombarda che i cari leghisti estremisti non vogliono valorizzare al pari del dialetto: la capacità di accogliere i meno fortunati, il grande cuore e il senso pratico di chi, senza troppi proclami, sa dare una mano a quanti ne hanno bisogno. Un vero peccato che non vengano ricordate le vere abitudini della nostra gente, accanto al dialetto e alla cucina.
    Sbandierano tanto le radici cristiane, questi lumbard, ma prima di farlo dovrebbero dare per lo meno una veloce lettura al Vangelo.
    E poi: perchè “autodeterminazione” deve per forza voler dire “esclusione di chiunque sia diverso da me”? Mi sembra un concetto molto pericoloso, un po’ troppo in voga nella Germania anni ’30-’40.
    In conclusione: tra un musulmano moderato, che chiede solo uno spazio dove poter pregare il suo Dio (uno che, magari, lavora, paga le tasse e cerca di dare un futuro migliore ai propri figli) e un cristiano lombardo che fa certi discorsi… secondo voi chi è il più pericoloso?

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