Economia

Graglia (Univa): eliminare l’Irap? Prima tagliamo gli sprechi nel settore pubblico

Il presidente Graglia

Il presidente Graglia

Uno sguardo alla situazione economica e occupazionale, un altro alla prossima legge finanziaria. Nell’ultima riunione del 2009 la Giunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha confermato che la caduta verticale degli ordini si è arrestata e che si registrino anche alcuni segnali di un inizio di inversione di tendenza. Si tratta di segnali positivi confermati, del resto, dal rallentamento della cassa integrazione guadagni ordinaria e da un ricorso ancora moderato alla cassa integrazione straordinaria.

Le ore di CIG ordinaria complessivamente autorizzate a novembre di quest’anno, infatti, evidenziano come il mese in questione, con 2.622.851 ore, sia il più basso dal mese di aprile scorso. Sarebbe tuttavia fuori luogo parlare già di ripresa. La situazione permane ancora alquanto problematica.

La domanda di CIG rimane infatti ancora molto elevata: da gennaio le ore autorizzate sono di cinque volte superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con il passaggio da 6.333.007 ore del periodo gennaio-novembre 2008 a ben 35.577.641 ore del 2009.

Per quanto riguarda poi la CIG straordinaria, le ore autorizzate nel periodo gennaio-novembre 2009 sono state 13.265.382, circa il doppio rispetto alle ore autorizzate nello stesso periodo del 2008. L’andamento della CIG straordinaria, dunque, sensibilmente più ridotto rispetto a quello della CIG ordinaria, indica che le situazioni di crisi strutturale non stanno esplodendo e che le imprese riescono sostanzialmente ad affrontare le difficoltà con il sostegno dell’altro ammortizzatore sociale, tipicamente congiunturale.

Resta sullo sfondo il tema della competitività del sistema produttivo, che attende misure in grado di contenere i costi “improduttivi” per poter meglio agganciare la prossima ripresa. Tra queste, l’alleggerimento dell’Irap, un’imposta che penalizza le imprese con il maggior numero di occupati e che fa pesare sul sistema produttivo, anziché sulla fiscalità generale, come sarebbe più ovvio, il costo della sanità pubblica.

Il dibattito sull’Irap ruota peraltro, impropriamente, sul dilemma tra mantenere in essere o no il sistema sanitario. E’ una questione malposta – ha fatto osservare il Presidente dell’Unione Industriali Michele Graglia – perché il problema vero non è quello di eliminare un’imposta senza la quale la Sanità di sicuro sparirebbe, ma di mettere in atto finalmente una serie di azioni atte a ridurre gli sprechi nel settore pubblico per poter così ricavare le risorse per ridurre o addirittura eliminare l’Irap senza ridurre i livelli di assistenza ai cittadini.

E’ inaccettabile – ha concluso Michele Graglia – sentirsi dire che non è possibile eliminare o anche solo ridurre l’Irap, mentre si fa ancora troppo poco per eliminare gli sprechi e mentre la spesa pubblica, addirittura, cresce ancora.

Peraltro, si intravede un passo in direzione del risparmio di risorse nella volontà, dichiarata dal Governo, di sfoltire il numero dei seggi di consigliere e di assessore negli enti locali. Dopo la riduzione del numero delle Comunità Montane, si tratterebbe di una decisione assai opportuna.

15 dicembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi