Varese

No Manga. Quattro pellicole d’autore “made in Japan” al Miv. Aspettando A-tube

Il film di AkioIn vista della seconda edizione del Festival di cinema d’animazione A-tube 2010, che si svolgerà a Varese nel mese di maggio, la Sala Urano del Multisala Impero di Varese in collaborazione con lo stesso A-tube, propone una serie di quattro pillole d’animazione d’autore a scadenza mensile. La rassegna, dal titolo “Animazione in corso”, è un omaggio al cinema giapponese d’autore, e partirà presso la Sala Urano giovedì 17 dicembre, con la pellicola “Le voci della nostra infanzia” di Nishizawa Akio (Furusato Japan 2007), un film che si potrà vedere alle ore 17.50, alle 20.10, alle 22.15.

La proiezione delle 20.10 sarà preceduta da una presentazione del critico Maurizio Fantoni Minnella, direttore della programmazione della Sala Urano. Non, dunque, la melassa dei manga che ha inondato il mercato, ma pellicole d’autore affidate all’animazione.

La vicenda del film “Le voci della nostra infanzia” si svolge in Giappone nel 1956: a Kiba,  sobborgo di Tokyo, una scuola elementare è impegnata in una gara canora nella speranza di conservare e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio del canto tradizionale. Alcuni bambini di una delle classi vengono scoperti rubare nei negozi del quartiere  e  quindi l’intera classe viene esclusa dalla gara. La morte per annegamento di una loro compagna, bravissima nel canto corale, getta un velo di tristezza nella  scula e nel quartiere. Per il realismo della storia e dell’ambientazione il film di Akio Nishizawa  può  essere accostato al capolavoro di Isao Takahata, Una tomba per le lucciole, opera di rara intensità, dolente e pessimista, ambientata durante la seconda guerra mondiale.  Ancora una volta il mondo degli adulti è visto dal punto di vista dei bambini, ma certamente con più speranza nella vita e nel futuro del Giappone. Basato su uno stile di animazione realistica, con un disegno preciso, di suggestiva opacità e una regia che non si limita alla staticità frontale, puntando invece sulla ricchezza delle inquadrature, il film mescola abilmente suggestioni letterarie europee legate alla letteratura per ragazzi (“Cuore” e “I ragazzi della via Paal”) con  le antiche tradizioni nipponiche della canzone popolare  e della  stessa vita quotidiana del Giappone delle piccole città rurali o costiere. Su tutto prevare una tonalità malinconica  e di nostalgia per la  perduta delle proprie radici. Solo la volontà e la bellezza (nella fattispecie del canto corale), possono sconfiggere l’orrore della guerra.

Le altre pellicole della rassegna dedicata al cinema d’animazione “made in Japan” saranno giovedì 4 febbraio, “Una tomba per le lucciole” di Isao Takahata (2002), giovedì 11 marzo “Tokyo Godfathers” di Satoshi Kon (2003) e giovedì 22 aprile “Memories”, da un’idea di Katsuhiro Otomo, che comprende la trilogia di corti d’autore: “La rosa magnetica” di Koij Moramoto, “La bomba puzzolente” di Tensai Okamura e “Carne da cannone” di Katsuhiro Otomo, tutti del 1995.

14 dicembre 2009
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