Varese

Morselli scriveva a Croce, a Rumor e alla Standa. Firmandosi “Agricoltore in Varese”

Il convegno su Morselli

Il convegno su Morselli

Grande successo per la prima puntata di “Guido Morselli il genio segreto”, la manifestazione organizzata per il secondo anno consecutivo dal Comitato Guido Morselli, in collaborazione con la Provincia di Varese e il Comune di Gavirate.

Il pubblico ha gremito gli spazi di Villa Recalcati per assistere al convegno “Morselli ritratto dal vero” che, come ha detto Silvio Raffo, patron dell’evento, ha come obiettivo quello di rilanciare la figura e l’opera di “uno tra i migliori scrittori non solo di Varese, ma del Novecento italiano”.

Oltre alla densa relazione di Gianmarco Gaspari, professore all’Università dell’Insubria, alla riflessione, di grande interesse, di Raffo su Morselli come “ospite straniero” a Varese (“penso che ovunque sia sia sentito tale”, ha detto il poeta e traduttore) e al filmato di Alberto Buscaglia dal titolo “Alla ricerca di Guido Morselli”, la vera sorpresa del convegno è stata la presentazione del volume “Lettere ritrovate” di Morselli, curato dalla brillante e giovane studiosa  Linda Terziroli (e pubblicata dalla Nuova Editrice Magenta).

Un volume che prova la curiosità onnivora del romanziere mai pubblicato in vita, che intratteneva rapporti, come si deduce dal volume, con filosofi (Croce, Banfi e Colletti), teologi (Enrico Galbiati), politici (Mariano Rumor). Non mancano le lettere all’amico-rivale, lo scrittore Piero Chiara. Ma non mancano neppure lettere rivolte ai giornali o ai supermercati Standa. Sì, perché Morselli, in vista della redazione di un “Dizionarietto dietetico”, chiede ragguagli su formaggi e latticini vari. Spesso firmandosi “Agricoltore in Varese”.

L’autrice del volume ha parlato di “Inserti”, cioè le lettere pubblicate nel volume della Terziroli sono state trovate all’interno di volumi appartenuti a Morselli e poi inclusi nel Fondo Morselli del Comune di Varese. Quegli stessi volumi resi monchi delle preziose postille da uno sprovveduto rilegatore che le tagliò tanti anni fa. Ma gran parte delle lettere più interessanti si trovato oggi nel Fondo dell’Università di Pavia istituito da Maria Corti.

12 dicembre 2009
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